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L'Uomo Bianco Nella Foto - L'incredibile storia di Peter Norman in scena al Castello Sforzesco

uomobiancoHo sempre avuto la balzana idea che lo sviluppo di una nazione e del suo popolo non fosse tanto legato alla sua capacità di produrre ricchezza materiale, ma fosse più che altro caratterizzato dal suo "cammino verso la civiltà". Niente di metafisico, per carità, nessuna sorte magnifica e progressiva e nessun pentolone d'oro che ci attende alla fine dell'arcobaleno, ma semplicemente un percorso verso una parità di diritti e possibilità che qualcuno, in modo per me incomprensibile, ha deciso di attribuire, negare o concedere a metà, quasi ne fosse l'esclusivo intestatario.

A seguire la storia di questo cammino, forse ci si accorgerà che al di là dei proclami e delle manifestazioni che prima o poi finiranno nei libri di storia nonostante la perplessità di chi, vox populi, vox dei, si è costruito un'immagine dei diritti a torta (più fette ne distibuisco, meno ne avrò), vi sono delle possibilità di narrazione eccezionali. Racconti in piccolo, di sacche di resistenza che, nella limitatezza dei nostri occhi puntati solo sul presente, appaiono immotivate ai più.

Quale motivo dovrebbe infatti spingere delle persone normalissime, ai limiti dell'anonimato, che per censo, colore della pelle, indirizzo sessuale e provenienza si trovano già dalla parte dominante della società a rivendicare diritti che già possiedono per qualcuno che non conoscono, pagandone poi personalmente uno scotto lungo una vita?

Questa è la storia di Peter Norman. Un uomo stigmatizzato a tal punto che tutti ne avranno visto almeno una volta l'immagine, ma di cui quasi nessuno conosce il nome.

Peter Norman era L'uomo bianco nella foto, come ben titola lo spettacolo di cui è autore e interprete Davide Verazzani che, con le musiche dal vivo di Francesco Covelli, sarà in scena sul palco del Castello Sforzesco venerdì 13 luglio nell'ambito della rassegna Estate Sforzesca.

La foto in questione, che sicuramente ognuno di noi riuscirà a rievocare nella memoria, è quella del podio di 200 metri piani delle Olimpiadi di Città del Messico, nel 1968: l'oro e il bronzo vengono vinti dagli atleti afroamericani Tommie Smith e John Carlos, che ascoltano l'inno statunitense con lo sguardo basso, levando al cielo in segno di protesta i pugni vestiti di un unico paio di guanti neri che si erano divisi, Smith il destro e Carlos il sinistro, in sostegno dell'Olympic Project for Human Rights. Peter Noman, australiano, bianco, vinse l'argento. In segno di solidarietà indossò durante la cerimonia di premiazione lo stemma dello stesso movimento per i diritti umani.

Tra i tanti eventi che infiammarono il '68, gli Stati Uniti venivano dall'uccisione di Martin Luther King e di Robert Kennedy. La storia della discriminazione razziale negli Stati Uniti è arcinota e talvolta si ha l'impressione che non sia del tutto superata.

L'Australia all'epoca non si era ancora pacificata rispetto al vergognoso capitolo della cosiddetta generazione rubata: piccoli aborigeni sistematicamente sottratti alle famiglie di origine e affidati a famiglie bianche in nome di un meschino progetto che vedeva l'integrazione passare attraverso il taglio delle radici. Ovviamente fu un fallimento, le cui vittime ormai incanutite si potevano fino a qualche anno fa vedere bere il proprio disagio esistenziale agli angoli delle cities.

Peter Norman, per il proprio atto di solidarietà umana, venne osteggiato, escluso dai successivi Giochi Olimpici a cui pure si era qualificato, e infine dimenticato. Morì nel 2006. Morì proprio negli anni in cui in Australia la consapevolezza civile era giunta al punto da istitituire il National Sorry Day, la giornata del dispiacere e delle scuse per le discriminazioni nei confronti degli aborigeni.

Nel 2012 il Parlamento Australiano si scusò formalmente per l'ingiusto comportamento della nazione nei suoi confronti e ne riconobbe il significativo ruolo nel promuovere l'uguaglianza razziale.

La storia di Peter Norman è una storia degna di essere raccontata.

 

L'uomo bianco nella foto - l'incredibile storia vera di Peter Norman

Castello Sforzesco di Milano

data unica 13 luglio 2018

biglietti: 5 euro (minorenni gratis) + diritti di prevendita 0,82 euro

info e prenotazioni: 346 132670

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