Il gioco: crescita e benessere del bambino

bambini gioco pixabay

Un bambino che cresce sano e felice è sempre un bambino che gioca.

Il gioco è l’esperienza fondamentale per il bambino. Attraverso l’attività ludica egli accetta il distacco dalla figura materna, manifesta pulsioni di cui non ha consapevolezza, elabora paure e conflitti interiori, apprende, conosce sé stesso, si gratifica, sviluppa la propria personalità e socializza.

Il gioco si evolve seguendo le varie fasi della crescita, e ciò che lo caratterizza fin dalla primissima infanzia è l’immaginazione, per cui qualunque oggetto – anche quello più insignificante – può diventare un giocattolo fantastico nelle mani di un bimbo: una matita si trasforma in una bacchetta magica, un cerchietto di plastica diventa un bracciale prezioso, crescono le competenze comunicative, si perfeziona la capacità di porsi una finalità e trovare il modo per conseguirla.

Dai 2 anni in poi sono particolarmente utili i giochi di manipolazione di materiali plasmabili come il pongo o la creta, e tutte quelle attività che sviluppano abilità grafiche con matite, acquerelli, ecc. Anche la comunicazione verbale, le fiabe, la relazione giocosa (ma rispettosa) con gli animali - ed il contatto ravvicinato con la natura in genere - influiscono in maniera determinante su quello che sarà il patrimonio di valori del futuro “adulto”.

Successivamente, intorno i 3/4 anni, i bambini acquisiscono la capacità di scegliere ed interpretare un ruolo, giocano a fare la mamma che dà da mangiare alla figlia simboleggiata da una bambola, o a fare il dottore che fa la puntura a un paziente, che nella realtà è un pupazzo. In questa rappresentazione dei ruoli oggi troppo spesso i bambini utilizzano giocattoli già “strutturati” (come personaggi eroici, bambole commerciali e quant’altro), anche se sarebbe più utile che creassero essi stessi i loro strumenti di gioco con materiali semplici e di facile reperibilità come cartone, tappi, pasta, fili, scatole, pezzi di stoffa, e così via dicendo.

Verso i 5 anni i piccoli cercano di ricreare il mondo degli adulti imitandoli con riferimento alle competenze che hanno fino ad allora sviluppato, e all’idea che di quel mondo si sono rappresentati nella loro mente. Sempre in questo periodo dell’infanzia crescono le abilità motorie che rappresentano una tappa molto importante anche per il percorso di socializzazione.

Per ultimi in ordine di tempo, di solito dopo i 5 anni, vengono i giochi di apprendimento come costruzioni, puzzle e simili, perfetti anche per il potenziamento delle competenze matematiche, mentre si adattano a tutte le età successive le attività che sviluppano attitudini artistiche come la danza, la musica, la pittura e l’arte in genere.

Un invito per tutti: evitiamo di comperare troppi giocattoli ai bambini, e cerchiamo di trovare il tempo di giocare con loro!

Mirella Elisa Scotellaro

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