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Milano - Offro un posto da badante, poi lo stupro

carabinieriUn cittadino di origine romena è stato arrestato dai Carabinieri per aver segregato, picchiato e violentato una ragazza che aveva adescato su Facebook attraverso un post riportante un'inserzione lavorativa. L'ipotesi che l'uomo arrestato abbia già usato i social in cerca di vittime

L'ingannevole offerta di lavoro su Facebook - Adescava le vittime su un gruppo Facebook di quasi 11 mila utenti, nel quale le persone cercavano badanti e donne dell’Est disponibili a spostarsi da nord a sud per l’Italia in cerca di un lavoro.

Per agganciarle utilizzava il falso profilo «Roxana Alex» corredato dalla foto (clonata) di una donna in riva al lago. In seguito, lasciava il suo recapito telefonico promettendo un lavoro in tempi brevi. Questo il “modus operandi” utilizzato dal 39enne romeno, Alexandru Razvan Popa, il quale ha adescato diverse centinaia di ragazze con le pseudo offerte di lavoro.

 

L'arresto

Il 39enne è stato arrestato dai carabinieri che hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per violenza sessuale e lesioni personali nei confronti di una ragazza di 24 anni (moldava che viveva con la madre in provincia di Salerno).

 

L'annuncio e lo stupro

La ragazza e' stata agganciata su Facebook tramite una pagina di annunci per badanti. Il romeno ha trovato il suo numero e l'ha chiamata spacciandosi per un intermediario che le avrebbe trovato lavoro a Rozzano (in provincia di Milano). Lei, poiché in cerca di lavoro, ci ha creduto e si e' presentata una settimana dopo, esattamente il 26 agosto. Ma subito dopo il suo arrivo e' scattata la violenza brutale, la quale si e' consumata in un appartamento fatiscente e al termine della quale il suo aguzzino l'ha messa alla porta dicendole di prendere un taxi per andarsene.

Alexandru Razvan Popa, arrestato con l'accusa di violenza sessuale, è uno stupratore seriale?

Questo il sospetto degli investigatori sull'uomo fantasma che, da diversi anni, vive in Italia e non risulta essere mai stato controllato dalle forze dell'ordine.

Sulla sua testa, da circa due anni, pendevano due mandati d’arresto europei (5 anni per soldi falsi, una cattura per vari furti e reati contro il patrimonio). “Popa — scrive il gip nell'ordinanza di custodia cautelare — è privo di stabile dimora e vanta una serie di conoscenze che paiono essere informate delle indagini a suo carico nonché di ogni suo spostamento, consentendogli di muoversi rapidamente e di non essere arrestato”.

 

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Le tristi parole enunciate dalla bocca della vittima, perseguitata, sequestrata e stuprata otto anni fa in uno scantinato con ogni tipo di violenza: fisica, psicologica e morale.

Ora, la povera donna, ritorna a vivere nei timori e nella paura, poiché l'egiziano che l'ha stuprata, dopo la condanna di cinque anni, sta per tornare libero.

Lui che è stato un pregiudicato, clandestino e senza fissa dimora, ora aiutato dallo Stato al fine di essere reintegrato nella società; senza, però, proteggere la vittima che rischia di ritrovarsi faccia a faccia col suo violentatore.

Eleonora Boccuni

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