Manovra del governo e polemiche strumentali

economiaIl giovane governo in carica ha imposto un segno di discontinuità col passato, ma la situazione economico-politica ricevuta in eredità è troppo pesante e degradata perché ci si possa attendere risultati eclatanti.

Qualunque cosa si voglia pensare a favore o contro questo governo, alcuni elementi di partenza non possono essere negati:

  1. La “buonanima” del governo Prodi nel 1999 ha sospinto l’Italia verso l’adozione della moneta unica che a suo tempo costituiva un “lusso” che il nostro Paese non poteva permettersi, con l’effetto che le conseguenze dell’azzardo sono sotto gli occhi di tutti: fine della sovranità monetaria, soppressione della svalutazione competitiva come strumento di politica monetaria espansiva, aumento della spesa delle famiglie in percentuale ben più elevata del tasso di inflazione. Una scelta scellerata e dagli esiti prevedibili, pagata unicamente dai cittadini.
  2. I successivi governi fino a tutto il 2011 nulla hanno fatto per rimediare a cotanto disastro, limitandosi ad adeguarsi senza voler capire, e tirando a campare, con lo sguardo attento a tutt’altro che al bene comune.
  3. Monti – Renzi – Gentiloni – amici fidatissimi di banchieri ed euroburocrati – non hanno fatto altro che assecondare o compiacere le politiche di austerità dell’Europa di Bruxelles con un unico obbiettivo: il profitto del sistema bancario e la sopravvivenza di un establishment aggrappato “con le unghie e con i denti” alle proprie posizioni di rendita.

Ma dov’era in tutti questi anni “l’interesse esclusivo della Nazione? E cosa hanno fatto per tutelarlo i politici che sulla Costituzione della Repubblica avevano giurato di perseguirlo?

E’ sicuramente presto per dirlo, però parrebbe che per la prima volta da troppo tempo a questa parte finalmente i cittadini ed i loro bisogni - siano stati posti al centro dell’attività dei politici, differentemente da quanto hanno fatto i governi autoreferenziali - non eletti dal Popolo – che li hanno preceduti, i quali sull’altare dell’Europa hanno immolato quale agnello sacrificale l’intero ceto medio italiano (quello che ogni giorno lavora e produce), lasciando sprofondare il Paese in un abisso di impoverimento quasi postbellico, con il benestare di un Capo dello Stato nominato da una sola parte politica, e non da tutti gli elettori come sarebbe giusto in democrazia.

Gli esponenti di quegli stessi governi che, avendo annunciato “a chiacchiere” nel 2012 la imminente rinascita economica del Belpaese lo hanno invece letteralmente “affossato” con folli politiche restrittive, hanno fatto sì che il nostro debito pubblico dalla fine del 2011 in poi lievitasse di quasi 430 miliardi di euro in valore nominale, con un rapporto debito/PIL cresciuto, dal 120% del 2011 ad oggi, di circa 12 punti percentuali (dati di Bankitalia). Ma i sacrifici degli Italiani – quelli voluti dal Prof. Monti, dalla Prof.ssa Fornero & Company per favorire la crescita economica - non dovevano evitare al nostro Paese di fare la stessa fine della Grecia? E dov’è quella luce in fondo al tunnel che i supertecnici di turno raccontavano di vedere a giorni alterni?

Non ci vuole un esperto per capire che non c’era nessuna “luce” al di fuori dell’abbaglio di una grande bugia. Né sapremo mai se il Popolo, nel cercare ostinatamente di credere ad una promessa del genere sia stato ispirato da incrollabile fede religiosa nella vana speranza di un intervento divino, o se invece sia stato vittima della pura incapacità di professori blasonati di vecchia scuola che, dall’alto della propria poltrona e della propria arroganza, hanno sopravvalutato le proprie competenze.

Una cosa, però resta intollerabile: che proprio gli stessi personaggi che hanno fallito miseramente i loro obbiettivi sulla pelle dei cittadini vengano oggi a sentenziare pubblicamente su chi, salito al potere con la piena legittimazione di una elezione democratica, mette il proprio impegno (giusto o sbagliato che sia) nel tentativo di porre un argine ai danni procurati dai propri predecessori. Gli stessi “indifendibili”, che in assenza di un “mandato popolare” hanno dato vita a quello che da più parti è stato definito “il peggior governo nella storia della Repubblica”, non renderanno conto a nessuno dei loro errori: trovassero almeno la dignità di farsi da parte tenendo un basso (anzi, un bassissimo) profilo!

Photo Creative Commons CC0 by Pixabay.com

Mirella Elisa Scotellaro

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