Agenzia di rating? No grazie

economia2 pixabayDiciamo subito che il termine rating significa classificazione, dunque un'agenzia di rating altro non è che una agenzia di valutazione, che assegna un giudizio che riguarda la solidità e la solvibilità di una società che emette titoli sul mercato finanziario.

Queste valutazioni vengono espresse tramite voti su una scala già predeterminata. Le più conosciute e influenti, continuamente citate da telegiornali e quotidiani, sono la Standard &Poor's, Moody's e Fitch Ratings che, guarda un po' il caso, sono partecipate da grandi multinazionali.

La Standard & Poor's Corporation è una società privata con base negli Stati Uniti che realizza ricerche finanziarie e analisi su titoli azionari e obbligazioni. La Moody's Corporation altra società privata americana che esegue ricerche finanziarie e analisi sulle attività di imprese commerciali e statali. La Fitch Ratings Inc/Ltd è un'agenzia internazionale di valutazione del credito, con due quartieri generali, uno a Londra e l'altro a New York. Ovviamente queste Società sono oggetto di controlli, da noi spetta alla Consob, che è  la Commissione Nazionale per le Società e la Borsa.

Queste agenzie di rating sono state criticate dagli analisti finanziari in quanto società private a forma multinazionale, e pertanto non esenti da conflitti di interesse con  il mercato. È ormai assodato che delle agenzie di rating hanno contribuito alle crisi, ad esempio con la Parmalat poco prima del suo crack finanziario, o nei confronti dell'Istituto di Credito Lehman Brothers appena una settimana prima del proprio fallimento.

Mario Draghi, presidente della Banca Centrale Europea -BCE – ha affermato che "bisognerebbe imparare a vivere senza le agenzie di rating o quanto meno imparare a fare meno affidamento sui loro giudizi". Parole a mio avviso quanto mai sagge. Parliamoci chiaro, ognuno tira l'acqua al suo mulino, e queste agenzie non sono da meno, non sono nate con finalità altruistiche di aiuto al prossimo, ma il fine è unicamente legato al denaro e all'interesse economico e finanziario che questo genera.

Nel 2012 il pm della Procura della Repubblica di Trani aprì un'inchiesta per valutare l'affidabilità e l'oggettività di queste valutazioni, sotto l'ipotesi di reato di aggiotaggio, che identifica il "rialzo e ribasso fraudolento di prezzi sul mercato pubblico o nelle borse di commercio", contestando alla Standard & Poor's il declassamento delle nostre Banche, e di aver messo in opera "una serie di artifici idonei a provocare una destabilizzazione dell'immagine, prestigio e affidamento creditizio dell'Italia sui mercati finanziari".

Ora, io da semplice cittadino rifiuto questi giudizi di qualità sui prodotti finanziari, perché provengono da multinazionali che hanno tutto l'interesse a salvaguardare se stessi ragionando solo in termini di interesse economici; queste "tre sorelle" da sole controllano il 95% del mercato di rating.

Allora mi chiedo, ma è proprio così indispensabile dipendere dal parere di queste Agenzie? Non è forse meglio dar credito alle parole di Mario Draghi e liberarci da queste "catene" che condizionano pesantemente il nostro vivere quotidiano?

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