Economia di comunione: di cosa si tratta

mani unite pixabayDi cosa si tratta? L'economia di comunione  (EdC) è l'insieme delle soluzioni  organizzative e strategiche attraverso le quali l'impresa acquisisce vantaggio competitivo, con l'aspirazione di mettere al centro la persona umana.

Secondo l'EdC l'utile prodotto e gestito deve seguire una linea di condotta ispirata alla "cultura del dare", ossia aprirsi all'attenzione del prossimo, opposta alla cultura usata nell'economia capitalista che è quella dell'avere. L'iniziativa è nata da un movimento religioso spostandosi poi in un movimento umanitario indipendentemente dalla fede. L'Economia di comunione prevede di aiutare chi ha bisogno dividendo in modo uguale i profitti dell'azienda e trattando i dipendenti, i clienti, il pubblico in modo giusto.

Tutto ebbe inizio in Brasile nel 1991 nella città di San Paolo, grazie alla fondatrice del Movimento dei Focolarini, Chiara Lubich. Il Movimento dei Focolarini o Opera di Maria è un movimento laico presente nella Chiesa Cattolica che ha come fine la realizzazione dell'unità tra le persone. Interessante è leggere il libro della Lubich "Quattro aspetti dell'Economia di Comunione da sottolineare".

Nel 2012 le Aziende, nel mondo, che applicano l'EdC sono 861, nel nostro Paese la prima è stato il polo industriale Lionello Bonfanti. Il metodo applicato è il seguente:

L'EdC è caratterizzata dalla gestione degli utili che vengono tripartiti in questo modo, una parte è per lo sviluppo dell'Azienda, mezzi di produzione e risorse umane, una seconda porzione è indirizzata alla promozione umana di chi è più in difficoltà, al fine di un loro processo di crescita basato sull'incremento della stima di sé, dell'autodeterminazione e dell'efficacia, mentre un'ultima parte è finalizzata a finanziare la crescita del progetto EdC. È evidente che un simile sistema economico si discosta da quelli normalmente usati e conosciuti.

Diviene sempre più urgente creare nuovi modelli per regolare i profitti, il commercio e le finanze, oggi controllati da pochi, ma far si che vi siano sistemi più equi più inclusivi, affinché a beneficiarne siano tutte le persone e tutti i popoli, a reale beneficio di tutta la società. L'economia deve rispettare la dignità di ogni lavoratore, umanizzando il lavoro e adeguandolo maggiormente alla vita e alle esigenze delle persone. Il lavoro per l'uomo e non l'uomo per il lavoro. Allora si che è possibile far incontrare economia e comunione, privilegiando la dignità della persona anziché l'avidità del profitto, magari ad ogni costo. La Storia non smette di insegnarci che sino a che si continua a perseguire una economia finalizzata a un accumulo di denaro per pochi ignorando i bisogni dell'intera umanità e, aggiungo, del rispetto e della salvaguardia della natura, si continua ad alimentare una situazione di malessere, di ingiustizie, di sofferenze, di conflitti.

A questo proposito un desiderio della Lubich è quello che nascano scuole per imprenditori, economisti, professori e studenti di economia, dove si insegni la cultura " del dare" in contrapposizione della cultura sterile " dell'avere". Dovrebbero nascere delle imprese affidate a persone capaci e competenti in grado di garantire la massima efficienza e ricavarne degli utili, però, ed è qui la novità, questi utili devono essere messi in comune. Nessuno nasconde che si incontrino delle difficoltà, ma i problemi sono fatti per essere risolti, e per farlo occorre, in primis, l'ingrediente della volontà di volerlo fare.

Pin It

Questo sito utilizza cookie proprietari e di terze parti per migliorare i propri servizi. Continuando accetti tale utilizzo.