• Home
  • CRONACA
  • Galateo sui mezzi pubblici, questo sconosciuto

Galateo sui mezzi pubblici, questo sconosciuto

  • Gaetano Tirloni

atm carrelli 1Abbiamo trattato in un articolo precedente dei comportamenti illeciti tenuti da alcuni passeggeri dei mezzi pubblici, al limite del codice.  Ora ci occupiamo invece del galateo vincolante per tutti i fruitori atm  e che viene sistematicamente ignorato. 
Precisiamo che su ogni mezzo viene affisso il regolamento cui dovrebbe attenersi i passeggeri.  Ma è scritto  in piccolo e sono talmente tante le norme che ci vorrebbe una lente e una buona mezz'ora per leggerle tutte.
Ci sarebbe da biasimare il comportamento dei giovani. I quali, specialmente se in gruppo, occupano ogni spazio disponibile, lasciando anziani e disabili in piedi, alla mercé dei sussulti di bus e tram. Per non parlare del baccano che seminano, i decibel  sparsi infatti rivaleggiano con  quelli di una discoteca.
E veniamo all'uso dei portatili. Qui i giovani c'entrano poco. La  maggioranza di costoro comunicano  attraverso sms, dunque digitano in continuazione ma almeno non disturbano.  Il gracchiare  - perché  tale è -  diventa  esclusiva di supposti manager, donne di mezza età  e financo anziani. I primi, a voce alta, discutono di affari tanto improbabili quanto roboanti, nella speranza che gli altri passeggeri odano (almeno prima di averli mandati a quel paese).  Le seconde si soffermano sui pettegolezzi di ufficio o di quartiere, diventando  assai irritanti a mano a mano che le confidenze diventano maldicenze.  I terzi, dopo aver smanettano  qualche minuto sullo smarphone  ricevuto in dono dai figli o dai nipoti, si lanciano in disquisizioni da bocciofila che manco un rigolista di quart'ordine propalerebbe.
Il tutto  a beneficio (sic) di coloro che amerebbero un po' di pace anche sui lezzi pubblici. Come una volta accadeva, quando un libro o il giornale la facevano da  padroni.
E veniamo al scendi-sali delle fermate. Alcuni  veicoli hanno porte riservate  in esclusiva sia per l'entrata che per l'uscita. Si capisce, le indicazioni vengono ampiamente ignorate. Ma v'è un altro impiccio: coloro che devono accedere al mezzo invariabilmente si piazzano davanti alle porte, e non a lato. Cosicché chi scende si  trova davanti ad un muro umano. Peggio dei picchetti delle fabbriche degli anni Ottanta. E se vuole prender il suo spazio sul marciapiede o sulla  pensilina deve  sfondarli. Ricevendo pure, tal volta, dei rimproveri. 
Qualcuno vorrebbe che l'educazioni civica diventasse materia obbligatoria nelle scuole, a partire da quelle primarie. Ma un tempo pure gli analfabeti  sentivano nel loro cuore come comportarsi.
Questione di buon senso, che non si impara a scuola ma in famiglia.

Gaetano Tirloni

Copyright © 2006 - 2019 MilanoFree.it, testata registrata Trib. Milano n. 367 del 19/11/2014  IT13181390157 MILANO TORINO PAVIA RIMINI