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Corrado d'Elia con Don Chisciotte al Teatro Leonardo

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Don Chisciotte di Corrado d'Elia come dichiarato in scena dallo stesso attore e regista della pièce (al Teatro Leonardo fino al 2 dicembre) più che un tentativo di “rappresentare” il celebre personaggio letterario di Cervantes è piuttosto un modo di “raccontarlo”, partendo non tanto e non solo dal romanzo, ma soprattutto dal processo creativo che ha portato alla realizzazione dello spettacolo.

Ecco che allora vediamo d'Elia, unico attore in scena, abbandonarsi alla rievocazione dei momenti legati allo studio dell'opera e al ritiro in un piccolo paese dell'Emilia in compagnia di Luca il suo assistente. Momenti di cui resta traccia nel diario dell'artista, che chiude ogni giornata di lavoro con una frase del giorno riportata fedelmente al pubblico invitato a sperimentare la possibilità, rara a onor del vero, di entrare in quello che normalmente per l'artista è uno spazio sacro, pervaso di mistero. Lo spazio della creazione appunto, dell'immaginario, in cui proliferano idee, pensieri, prospettive, visioni.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare la creazione, infatti, non è un processo lineare, si compone piuttosto di entusiasmi accesi, frenate anche brusche, ripensamenti e intuizioni improvvise alternate a fasi di stallo apparentemente senza uscita.

Corrado d'Elia prova a prendere per mano gli spettatori e a condurli dentro l'avventura dell'invenzione. Con passione sì, ma anche con leggerezza, perché basta spostare un accento e la parola leggere diventa leggère e i libri possono farci volare. La scenografia, senza dubbio evocativa, nella quale spicca un grosso areoplano di legno, racconta a un tempo la magìa della fantasia e la dedizione dell'artigiano che le dà forma. Perché in fondo fare teatro non è altro che questo. Regalare consistenza e materia tramite la carne dell'attore ai pensieri e alle “illusioni” dell'autore.

Don Chisciotte però non è soltanto un fantasma che si affaccia qui e là sulla scena, ma è il vero protagonista dello spettacolo che, nella narrazione dell'attore, prende vita attraverso le celebri vicende che caratterizzano la sua storia, dalla bizzarra investitura in un'osteria, alla lotta contro i mulini a vento e le greggi di pecore, fino agli inganni del perfido mago Frestone e all'amore delicato per Dulcinea.

Il finale del romanzo di Cervantes è amaro. Don Chisciotte rinnega sè stesso e le proprie imprese e muore stanco e pentito di aver tanto fantasticato. Ma d'Elia lo riscrive (come non ve lo diciamo per non guastarvi la sorpresa), perché dall'amarezza di essersi tanto illusi, può nascere il senso di una missione e lo spirito mai domo di una vocazione necessaria. Quella del teatro.

Per sognatori impenitenti.

Teatro Leonardo

Via Ampère, 1 Milano

Dal 27 novembre al 2 dicembre

Orari: Dal martedì al sabato ore 20.30, domenica ore 16.30

Prezzi: Intero 25 euro, Under 26 e convenzionati 16 euro, over 65 12 euro, , under 12 10 euro

Info e prenotazioni: tel. 0286454545

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