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Fato e destino. Tra mito e contemporaneità

Fino al 6 gennaio 2019, il Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova ospita la mostra Fato e destino. Tra mito e contemporaneità.

fato-destino-mito-contemporaneità-mostra-arte-pittura-mantovaAllestita nell’Appartamento della Rustica, la rassegna che s’inaugura in concomitanza con la XXII edizione di Festivaletteratura Mantova è la sesta tappa del tour Open che sta portando il patrimonio artistico della Fondazione Cariplo in tutta la Lombardia, nelle province di Novara e del Verbano Cusio Ossola.

Dalla pittura alla scultura, dalla grafica al mosaico, la mostra Fato e destino. Tra mito e contemporaneità espone circa 70 opere, tra cui spiccano capolavori di età romana, di Gustav Klimt e di Adolfo Wildt, di Domenico Fetti e di Angelo Morbelli. Prendono forma in modo inaspettato, attraverso un itinerario che dall’antichità arriva fino ai giorni nostri, quegli enigmi universali sui quali l’uomo si interroga da secoli.

Il percorso espositivo è suddiviso in dieci sezioni: si parte con Verità celate, ovvero quelle nascoste nel profondo di ogni uomo e quelle insite nei segreti del cosmo. La Sfinge, una scultura del I secolo d.C., ben rappresenta questo tema: l’animale mitologico posto a guardia del palazzo di Tebe, che interrogava chi gli si presentava di fronte, segnala l’esigenza di ogni individuo di investigare se stesso. Questi temi si ritrovano in Vecchia con candela, una copia di Pieter Paul Rubens e Maddalena di un pittore francese del XVII secolo, in cui la fiamma simboleggia il perdersi nell’io interiore o nel Ritratto femminile con maschera attribuito al pittore settecentesco Charles-Antoine Coypel, qui il gesto della fanciulla di togliersi la maschera rivela il desiderio di mostrare il volto della sua anima.

Si prosegue con Interrogare la sorte, opera che documenta l’attitudine di ogni essere umano ad acquisire il potere divino di conoscere il passato e di prevedere gli eventi che determineranno il futuro. Sono presenti in questa sezione opere come Ritratto di donna con moneta, dipinto da un pittore toscano nella seconda metà XVII secolo, Il veggente di scuola ottocentesca veneziana e La cartomante di Jules Jean-Baptiste Dehaussy.

Nella sezione Interrogare il cielo, la predisposizione a seguire gli insegnamenti divini è raccontata con il dipinto inedito riferibile all’ambito di Pompeo Batoni, in quest’opera Maria Maddalena è rappresentata attenta ad accettare quanto le viene suggerito dall’alto, il suo viso è già trasfigurato dalla grazia. Lo stesso accade in Maddalena in estasi, in questa tavola l’attributo della croce sposta la meditazione sul tema del sacrificio di Cristo e su quello della morte. Segue la tela Maddalena in meditazione con teschio di ambito di Giulio Cesare Procaccini. Tra sacro e profano si muovono lo Studio per un monumento funerario di Vincenzo Gemito e l’opera intitolata Eva di Giovanni Maria Benzoni.

Nella sezione Sfidare il destino s’incontrano opere che raccontano il desiderio dell’uomo di rapportarsi con gli dèi per riceverne aiuto o per entrarne in conflitto, tra queste l’Argonauta e Prometeo: sculture nelle quali Enzo Nenci, affronta soggetti classici ancora attuali. Occasio et paenitentia di ambito mantegnesco e La parabola del tesoro nascosto di Domenico Fetti mostrano come la fortuna debba essere sorvegliata dall’esercizio della virtù.

Il percorso espositivo prosegue con un confronto tra la vita e la morte. Nella traiettoria umana che Angelo Morbelli rappresenta in Sogno e realtà, o Trittico della vita, questi poli si palesano attraverso il contrasto tra il tempo della giovinezza e quello della incomunicabilità dei due vecchi, che sembrano solo attendere la fine di un percorso esistenziale. Con superiore ironia invece l’autore delle Scene macabre cremasche irride alla morte, presentando come viventi scheletri che indossano gli attributi di un fasto antico quanto vano.

In Vita in un vaso viene analizzato il tema della vanitas, potrete ammirare nature morte floreali e dipinti in cui il tema dell’abbondanza e della sua caducità trova connubio tra la figura umana e cesti di verdura. Anche la frutta esprime gli stessi significati di fertilità e abbondanza, ma anche di consunzione del tempo. È la Natura madre e matrigna che inquieta l’uomo del XVIII secolo, ossia la natura che accoglie e nutre, ma che può far precipitare nell’horror vacui quanti la sfidano.

Stare supini significa attendere il trapasso; le opere della sezione Tra sonno e morte condividono una postura che mima l’abbandono all’oblio, comune al sonno e alla morte. Il Cupido dormiente mostra un bimbo abbandonato al sonno, ignaro del pericolo mortale costituito dai due serpenti che già lo serrano nella loro morsa. Nel Nudo di donna di Klimt, una figura femminile è quasi riversa sul suo giaciglio eppure è sospesa in un mondo onirico che l’allontana sempre di più dalla vita. La sensualità che profonde dalla linea curva del segno secessionista si ritrova nella Solitudine appartenente al ciclo Istoria d’amore a Nippo di Arturo Martini: la giovane nuda è smarrita nella foresta e nulla sappiamo se l’amato potrà raggiungerla e soccorrerla. Il frammento superstite della tela distrutta da Mattia Moreni, La paura dell’uomo, ci immerge in un’atmosfera cupa, cui risponde lo sfolgorante Cielo antico di Virgilio Guidi.

La risalita dalla terra al cielo, intesa in una prospettiva di speranza, sebbene non messianica, è resa visibile dalle opere che concludono il percorso espositivo. Cattedrale del gruppo ravennate CaCo3 e Icone di Sonia Costantini alludono, nello sfolgorio del mosaico e delle cromie auree, a un varco possibile da rintracciare dentro l’orizzonte umano di un determinismo che origina dal dover essere, non come volontà di potenza ma come espressione di un’etica che è irrinunciabile aspirazione e espressione umana.

Il saggio in catalogo della curatrice Renata Casarin enuclea questa prospettiva in una chiave che interpreta le opere d’arte alla luce del pensiero filosofico, estetico, religioso, psicanalitico, scientifico e storico lungo la traiettoria che procede dall’antichità all’età contemporanea.

Tiziana Leopizzi

Fato e destino. Tra mito e contemporaneità

8 settembre 2018 – 6 gennaio 2019

Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova – Appartamento della Rustica

Ingresso dal Giardino dei Semplici

Orari: martedì-domenica, 10.00-18.00; chiuso lunedì; chiusa a Natale e 1° gennaio 2019

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