Forza Italia diventa L'altra Italia

berlusconi foto milanofreeNel tentativo di non scomparire e di contare ancora qualcosa, Berlusconi lancerà, in occasione delle elezioni europee del prossimo anno, una nuova formazione : si chiamerà "L'altra Italia".

Nascerà dalle ceneri di Forza Italia e cercherà di catturare quegli elettori in bilico fra il nuovo della Lega e il vecchio di un liberalismo di maniera. Non mancherà, poi, di strizzare l' occhio a Matteo Renzi qualora l'ex leader pd dovesse fondare un nuovo partito.

Altra caratteristica della nascente formazione sarà quella di legarsi a doppio filo con la burocrazia della Ue, guidata dall' oligarchia franco-tedesca. Non a caso, un pupillo del Cavaliere è presidente del parlamento europeo, Antonio Tajani, che nei salotti della borghesia radicale fa ancora la sua figura. 

Gli analisti, però, dubitano sul successo del nuovo raggruppamento, anche per le ambiguità che si porta in grembo. 

Da quando Salvini è andato al governo, ufficialmente il Cavaliere è all'opposizione e mastica amaro per la sua estromissione dalla stanza dei bottoni e ogni giorno cerca una rivincita. Ma se anche in futuro dovesse riallacciare i rapporti con la Lega, Berlusconi dovrebbe accontentarsi di un ruolo da comprimario e per uno assetato di protagonismo come lui, ciò rappresenterebbe una sconfitta.

Ecco allora il tentativo di stabilire nuovi equilibri politici, nella speranza di agglutinare forze sparse per puntare su alleanze eterogenee, nelle quali giocare un ruolo importante.

L' Altra Italia, dunque, si propone come una forza di centro che strizza l'occhio, tanto per cambiare, ai ceti produttivi del Paese, parecchio scontenti, almeno finora, dei provvedimenti governativi. 

Però le sue ambiguità, tutte democristiane, dinanzi ai grandi temi del momento - immigrazione in primis - non la favoriranno e difficilmente riuscirà a frenare la deriva attuale. Comunque dovrà fare i conti con una Lega super star, lanciata sui temi caldi del momento e senza alcuna intenzione di mediare.

E' apprezzabile questo giovanilismo del Cavaliere, ma anche parecchio ingenuo. Il passato non tornerà e nemmeno i fasti di un tempo rivivranno. 

Il difficile, diceva un attore britannico, è uscire dalla scena da protagonista. Come per il calcio, anche in politica Berlusconi rischia il fallimento dopo anni di trionfi. Il suo fiuto di imprenditore di successo dovrebbe suggerirgli ben altro che la ricomposizione di ciò che è in sfacelo.

Gaetano Tirloni

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