La Francia sfora, la Ue ignora

  • Gaetano Tirloni

Milano, capitale morale e sopra tutto economica d'Italia. Gli occhi sono rivolti a Bruxelles più che a Roma. E fervono le polemiche intorno al deficit della finanziaria che gli organi buro-maniaci della Ue contestano all'Italia.

Intanto, in Francia, in seguito alla rivolta dei gillets gialli, Macron, per fermare l'autentica rivoluzione in atto, promette mari e monti, sforando il pareggio di bilancio in misura ben maggiore del nostro governo. 

Ma, a differenza dell' esecutivo guidato da Conte, non riceve alcun ammonimento. E anche la Germania, a quanto risulta, è recidiva in questo campo. Come mai, si chiedono i milanesi ?

Il motivo è semplice e al contempo preoccupante. Alla Ue Di Maio e Salvini non piacciono, in quanto meno docili di Renzi, Letta e Monti. E non si perde occasione di metter loro il bastone fra le ruote. 

In secondo luogo, il pareggio di bilancio non è una norma costituzionalmente originaria, come vorrebbe far intender Mattarella, ma una codicillo inserito qualche anno fa nelle pieghe della Magna Charta, il quale andrebbe velocemente cassato per i danni che ha provocato.

Non dimentichiamo che parecchi dissidenti sovietici degli Anni Novanta, profeti come solo essi potevano esserlo, prefigurarono per l'Unione Europea un traguardo liberticida, definendola la nuova Urss. 

L'Europa che i padri fondatori volevano era un'unione di popoli animati dallo stesso spirito e dalla stessa forza propulsiva, mica un organismo produttore di norme assurde e di legacci innaturali.

Diverse voci iniziano a proclamare che così non si può avanzare e che il regresso esploderà dietro l'angolo se abbasseremo il capo nuovamente.

L'orgoglio italiano deve brillare ancora una volta. La battaglia sui decimali è una forma di inquisizione che grida vendetta alla libertà di un popolo. 

Non voltiamoci dall'altra parte. Ne va del futuro dei nostri figli.

Gaetano Tirloni

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