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Open, debutta il nuovo quotidiano di Mentana

open enrico mentanaDal 18 dicembre il nuovo quotidiano fondato da Enrico Mentana, Open, è in edicola. Pardon, on line. 

Con un occhio di riguardo per i giovani e non "verrà condizionato da nessuno", recitano i suoi responsabili. Ma sarà vero ?

Quello di privilegiare le nuove generazioni è - si perdoni il gioco di parole al cronista - un vecchio trucco. In realtà si vuole condizionarle per ingabbiarle in un nichilismo consumista da disperati. 

Mentana ai suoi esordi è stato lanciato dal partito socialista, per prenderne poi le distanze ai primi tornadi di "mani pulite ".

Da direttore del tg5, l'ammiraglia editoriale di Mediaset, si divertiva a punzecchiare il suo datore di lavoro, Silvio Berlusconi, in quegli anni spesso presidente del consiglio, ottenendo il plauso, tutt'altro che sincero, delle sinistre. 

Angelo Rozzoni, il mio maestro nel mestiere, mi diceva che non esistevano quotidiani più faziosi di quelli che premettevano alla testata la dicitura "quotidiano indipendente" . E ciò vale ai nostri giorni per il "politicamente corretto", uno slang importato - tanto per cambiare - dai laboratori ideologici statunitensi. Il quale di corretto non ha nulla, dissemina solo l'ideologia dei poteri forti, siano essi culturali o economici.

Open, dunque, non sarà un quotidiano contro corrente. Di tanto in tanto, forse, toccherà gli argomenti considerati tabù dal pensiero dominante; ma lo farà col tocco malizioso di chi non intende sverginare alcunché : bastano i preliminari per sedurre il lettore giovane.

Due correnti di pensiero si scontrano sul futuro di Open. E il cronista si pone fra le fila di coloro che prevedono per la testata un buon futuro pubblicitario ma non diffusionale. 

Il futuro è dei giovani ? Se i "matusa" glielo consentono.

Gaetano Tirloni 

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