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Tifosi e Teppisti: chi si indigna è perduto

  • Gaetano Tirloni

violento pixabayOgni tanto ci scappa il morto. E dopo tale evento, riprende il coro dei duri e puri, con una sequela di provvedimenti nel cassetto tanto roboanti quanto inutili.

Pochi ricordano come la Thatcher sconfisse gli hooligans, teppisti inglesi che facevano paura a tutto il mondo (non solo calcistico): attraverso una serie di misure draconiane, inapplicabili nel Bel Paese. Perché da noi i violenti arrestati in flagranza di reato restano in carcere due giorni (forse); e il cosi detto daspo (ovvero il divieto di entrare in uno stadio per un determinato periodi di tempo) viene aggirato senza troppi scrupoli. 

Gli stadi sono a tutti gli effetti delle zone franche ( come, del resto, diverse altre aree : date un' occhiata alle case popolari occupate, per esempio); dove si smercia la droga, si scambiano merci rubate, si progettano colpi truffaldini e - mi risulta - si commettono veri e propri stupri (mai denunciati). E l'illegalità si riverbera nei paraggi, per mano delle stesse frange di tifosi teppisti.

Non comprendo, poi, questa nevrosi del razzismo. Che colpisce a senso unico, creando vere e proprie discriminazioni, raramente rilevate.

Sei libero di apostrofare l'arbitro e i giocatori avversari con i peggiori epiteti in circolazione, offendendoli nell'onore famigliare e personale ma appena scatta un buu…. all'indirizzo di un calciatore di colore, apriti indignazione. 

Il fariseismo non è una caratteristica della società ebraica ai tempi dei romani : è il plastico atteggiamento anche del civile (?) uomo moderno, succube delle mode.

Pertanto se si vuole combattere davvero la violenza negli stadi, non serve l'indignazione da antimafia (come scriveva a suo tempo il mai dimenticato Leonardo Sciascia); bisogna ricuperare quel coraggio che si è perso per la strada del quietismo di maniera ed evitare di scusare sempre Caino ai danni di Abele. 

La grande Margaret ci ha insegnato come sconfiggere i nostri hooligans. Ma tempo che la sua lezione resti lettera morta. Sommersa da un coro di inutili buu buu. Sta volta alla logica e al buon senso.

Gaetano Tirloni 

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