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Etica e Politica: le 8 beatitudini dei politici

cartoon trump pixabayNell'iniziare un nuovo anno e, leggendo e sentendo i vari commenti inerenti la politica, i politici e le loro scelte, mi sento stimolato a riportare quanto affermato dal Cardinale vietnamita François Xavier Nguyên Vãn Thuân, che ha subito anni di carcere duro per il solo fatto di essere un vescovo della Chiesa cattolica, e morto nel 2002.  

Scrisse le otto "beatitudini dei politici" che riporto.

1)   Beato il politico che ha un'alta consapevolezza e una profonda coscienza del suo ruolo.

2)   Beato il politico la cui persona rispecchia credibilità.

3)   Beato il politico che lavora per il bene comune e non per il proprio interesse.

4)   Beato il politico che si mantiene fedelmente coerente.

5)   Beato il politico che realizza l'unità.

6)   Beato il politico che è impegnato nella realizzazione di un cambiamento radicale.

7)   Beato il politico che sa ascoltare.

8)   Beato il politico che non ha paura.

 

Leggendo quest'elenco da semplice cittadino alcune domande me le pongo e mi chiedo, in merito ad ogni punto:

1)   Quanti sono i politici, non solo quelli che siedono in Parlamento ovviamente, ma ad ogni livello, che hanno una seria e profonda coscienza del ruolo che rivestono? Ruolo che gli è stato dato dai cittadini a cui dovrebbero " servire" e rendere pienamente conto, e dimettendosi dall'incarico quando vengono meno al loro dovere.

2)   Rispecchiare credibilità, ovvero non giudicate tanto quel che dico, ma ciò che faccio, come mi comporto in realtà, poiché è lì che si vede se una persona, politico o meno, è credibile. Di parolai ve ne sono anche troppi!

3)   Per il bene comune e non per il proprio interesse. Qui mi sa che casca l'asino, come si suol dire. Purtroppo, anche per esperienza personale, troppi sono quelli che mirano a una carica, se pur modesta, per fare i propri interessi personali e anche quelli del parentado, e non mi pare di dire delle corbellerie, è sufficiente seguire le notizie dei vari TG o testate di giornale per rendersene conto. Questi sono politici che non meritano di legiferare, poiché ignorando o relegando il bene comune fanno un danno a tutti.

4)   Mantenersi fedeli e coerenti. Oggi l'aggettivo "fedele" è diventato quasi un tabù, pur sapendo che l'infedeltà, in ogni suo aspetto, è causa di conflitti. Essere coerenti, che è il primo passo per poi divenire costanti, per un politico pare essere piuttosto difficile, a volte si preferisce il compromesso pur di salvarsi la poltrona, venendo così meno alla fedeltà e alla coerenza che in campagna elettorale si era annunciata ai quattro venti. Poi si vedono alcuni che passano da un campo politico ad un altro, o altri, e che magari in campagna elettorale si criticavano, alla faccia della coerenza!

5)   Realizzare l'unità, un'impresa non sempre facile ma a volte indispensabile per progredire in avanti. Diceva il buon papa Giovanni XXIII: " cercate ciò che unisce non ciò che divide", così come in detto più laico " l'unione fa la forza". A volte si assiste a prese di posizione opposte solo per la soddisfazione di non darla vinta, oppure si assiste addirittura a frasi ingiuriose o, peggio ancora, a liti bambinesche. Il nostro Parlamento non ne è esente. Davvero un bell'esempio da dare ai nostri giovani!

6)   Avere il coraggio di realizzare le proprie convinzioni e la proposta politica annunciata. Ovviamente sempre nel lecito di ciò che è Bene e del bene comune. A volte cedere al compromesso è una disfatta, così come a volere a tutti i costi un dialogo con chi non ne vuole sapere o pretende di dettare solo le proprie regole.

7)   Saper ascoltare, che è assai diverso dal saper sentire. Quanti sono i politici che sanno, o meglio, vogliono ascoltare? È inutile prima domandare e poi, ottenuta una risposta, se diversa da come la penso, non ascoltarla. Saper ascoltare vuol dire capire e "farsi carico" di ciò che l'altro mi sta dicendo, altrimenti non è ascoltare ma solo sentire.

8)   Non avere paura! È facile dirlo, più difficile è mettere in pratica. È evidente che un politico che ha paura è già perdente in partenza. Avvoltoi e lupi famelici sono lì pronti a farsi avanti con richieste e proposte non certo legate al bene comune, mafie e affini insegnano.

Otto semplici regole dettate da un Cardinale vietnamita che ha pagato sulla propria pelle la fedeltà ai propri valori.

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