Attenta Uefa, Elliott non arretra

ac milan dressing room wikipediaQualora il Tas di Losanna dovesse confermare le deliberazioni del consesso giudicante della Uefa, Elliott, proprietario del Milan, non esiterebbe ad adire le vie legali contro l' organismo calcistico europeo. 

E finalmente verranno alla luce i perversi meccanismi di una istituzione fossilizzata e autoreferenziale, lontana dalla realtà come lo sono tutte le peggiori utopie. 

Infatti la sentenza delle settimane scorse inchioda il club rossonero ad un'esistenza da comprimario, impedendogli di riconquistare i vertici calcistici europei. 

A tutto vantaggio di Real Madrid, Barcellona, parecchie squadre britanniche e il Bayern di Monaco, che mal sopporterebbero una nuova irruzione del Milan nell'empireo del pallone continentale, dopo i fasti della prima era Berlusconi (incenerita dai misfatti della seconda). 

Il tutto discende dal FPF (acronimo di Fair Play Finanziario), un meccanismo surreale inventato dall'Uefa di Michel Platini una decina di anni fa.

Nato con l'intento di calmierare lo strapotere di alcuni club, il FPF ha invece allargato la forbice tra il vertice della piramide e la base, impedendo, per di più, lo sviluppo delle società in espansione.

Giambattista Vico, filosofo e storico italiano, ancora una volta dimostra di aver avuto ragione con la sua celebre teoria dell'eterogenesi dei fini :. ovvero come ottenere un risultato esattamente contrario a quello sperato. 

Ma sta volta l'Uefa in Elliott ha trovato un osso durissimo. Elliott, che non ebbe timore di far causa ad un intero Stato, quello argentino, dopo il crack dei famosi bond dal medesimo garantiti. 

E intanto all'orizzonte si profila la creazione di una Superlega europea, come contraltare a quella esistente. Ma la toppa è peggiore del buco. E sempre a favore dei pochi club miliardari (in euro).

Il ricorso del Milan al Tas merita di essere seguito . Milano Free lo farà per tenere aggiornati i lettori anche con i retroscena che pochi raccontano.

Gaetano Tirloni

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