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Cuccarini e Ingrassia: di nuovo insieme al Teatro Galleria di Legnano

cuccarini stagioneUna coppia semplicemente inossidabile. Lorella Cuccarini e Giampiero Ingrassia tornano a calcare il palco, a vent’anni dal successo di Grease, con l’energia senza tempo di una vecchia coppia consolidata e un’onestà recitativa molto più matura.

In scena la famiglia moderna: arriva venerdì 4 gennaio, al Teatro Galleria di Legnano, “Non mi hai più detto ti amo”, commedia inedita scritta e diretta da Gabriele Pignotta.

La trama risulta quasi familiare e strizza l’occhio ad un cliché ormai molto diffuso nella quotidianità moderna: la madre di famiglia, architetto “in stand-by” e casalinga a tempo pieno, giunta alla mezza età, con una sospetta minaccia per la propria salute a far riflettere sul passare del tempo, si riscopre un giorno essere l’unica impalcatura e collante di quella istituzione che chiamiamo famiglia che, se depauperata del contributo dei suoi componenti, perde inevitabilmente di significato. Così la scelta è una, seppure costi un caro prezzo: allontanare i figli per spingerli a sfoderare le loro risorse individuali e prendere le distanze dal proprio matrimonio, per riscoprire l’importanza del partner al di fuori della routine.

La storia è apparentemente lineare e si svolge, senza grandi artifizi scenici, tra il soggiorno della famiglia, lo studio medico del padre e quello di architetto della madre. Interessanti alcune scelte della regia forse funzionali a rendere lo spettacolo quanto più accessibile al pubblico. Si nota, ad esempio, l’inversione spaziale tra medico e paziente a renderne materialmente visibile lo scambio di ruoli: il protagonista, infatti, si rende conto che è egli stesso “paziente” e di dover “medicare” le proprie ferite e quelle impartite alla propria famiglia. Il topos classico diventa qui, nel vero punto di svolta della storia, funzionale a veicolare una vera e propria “morale”, addolcita poi dalla leggerezza adottata nel finale.
Sullo sfondo, si profila anche il motivo dell’abbandono materno che prende corpo attraverso le nevrosi del Sig. Morosini. Doveroso aprire a riguardo una parentesi sull’irresistibile comicità del suo interprete: “intruso” nella famiglia del suo medico curante, Fabrizio Corucci, ci regala un sorriso tragicomico sulla difficoltà delle relazioni familiari.

Piacevoli nella semplicità mai banale della loro interpretazione anche Raffaella Camarda e Francesco Maria Conti (nei panni dei figli: Tiziana e Matteo), supportati da un testo che fa della acuta sensibilità il suo cavallo di battaglia. In proposito, di una tenerezza incredibilmente realistica lo sketch sull’attacco “walking dead”.

In ultima analisi lo spettacolo risulta molto gradevole: leggero nelle aspettative e profondo nelle tematiche, globalmente ben realizzato e interpretato.

Ilaria Senati

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