Marotta alla prova Icardi

bandiera interL'inter toglie al suo attaccante principe, Mauro Icardi, la fascia di capitano  e costui si ribella rifiutandosi di partire per Vienna. Le polemiche impazzano e sui social i tifosi del Biscione sono divisi. La forbice fra i favorevoli al provvedimento e i contrari tende a diminuire, comunque : a favore dei secondi.

L'ispiratore della sanzione lo possiamo identificare nell'allenatore, Spalletti, che accusa il centravanti argentino di comportamenti poco professionali. Spalletti non è nuovo ad attriti del genere. A Roma ha condotto una guerra senza quartiere (e senza ragione) all'idolo locale, Francesco Totti, che non è sfociata in mene più gravi grazie alla freddezza e alla lucidità dell'asso giallorosso. Qualcuno parla di sindrome da capitano. E si ricorda i motivi per cui Berlusconi non lo ha mai voluto al Milan, sebbene fosse sponsorizzato da Galliani. 

Spalletti forse dimentica che un ottimo allenatore (per l'eccellenza non possiede i requisiti necessari, appannaggio di pochissimi) deve unire competenza e fine psicologia; e pare proprio che il secondo requisito gli manchi, visti i precedenti.

D'altra parte, nella vicenda, anche Icardi ha le sue colp; e le ha soprattutto la sua compagna, Wanda Nara, procuratrice inesperta e poco attenta nella comunicazione. Basta rammentare come gestì il suo divorzio dal primo marito, Maxi Lopez, mettendo in piazza particolari che stanno bene rinchiusi nelle alcove. 

Questa vicenda è anche un banco di prova attendibile per l' amministratore delegato dell'area sportiva Marotta, il quale deve salvare capra e cavoli senza far perdere alla società il dovuto prestigio.

Qualcuno sussurra che il Paris Saint Germain si è subito fatto avanti, esplorando la possibilità di una trattativa. Ma è fantacalcio e nulla più. Icardi sa bene che nella squadra francese farebbe la riserva, mentre all'Inter è la star indiscussa. 

Tuttavia la querelle ha pure spaccato lo spogliatoio nerazzurro, già in fibrillazione per alcune discutibili scelte di tecniche. Facendo salva la stima pressoché unanime per il nuovo capitano, il portiere Handanovic, persona seria e stimatissima. 

E ora, lo ribadiamo, il pallino è nelle mani di Marotta. Troppo navigato per supporre un Inter senza il suo asso ma altrettanto esperto per metter in riga, dopo Icardi, anche Spalletti. All'Inter non hanno nessuna intenzione di replicare il caso Totti.

Gaetano Tirloni

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