Inter: Icardi. Il re è nudo

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Mauro Icardi, il re è nudo.

Il bomber nerazzurro (o forse ex????) e l’esplosiva moglie Wanda Nara stanno tenendo desta l’attenzione del mondo pallonaro.

Il motivo? A Maurito, oltre 120 gol nell’Inter, è stata tolta la fascia di Capitano non più tardi di una settimana fa.

I motivi delineano un contorno da teatro dell’assurdo.

Anche se, per la prima volta, forse, nella storia nerazzurra, la società esce forte e salda nelle sue posizioni.

Le voci si rincorrono in uno spogliatoio, quello dell’inter dove gli spifferi sono da sempre di casa.

Io, da tifoso nerazzurro di lungo corso e di seconda generazione, mi sono fatto un’idea chiara.

Icardi ha perso la fascia, a causa di un comportamento infantile (suo e della moglie) sul tema relativo al rinnovo del contratto.

E’ di dominio pubblico, infatti, che il bomber nerazzurro sia succube della dolce metà.

Il problema è che la moglie del bomber nerazzurro è anche il suo agente sportivo.

Ciò ha dato vita ad un conflitto di interessi evidente che fa impallidire quello ben più noto, affibbiato a Silvio Berlusconi.

E la situazione sta rovinando il giocatore, che dimostra di non avere carattere.

Il quadro d’insieme è sconfortante ed è stato acuito dal giallo sull’infortunio al ginocchio, che Icardi lamentava, ma che gli esami strumentali voluti dall’Inter hanno smentito.

Allo stato dei fatti l’Inter ha un dipendente che rifiuta di fare il suo lavoro: giocare a pallone, mettendo in difficoltà la squadra, e fregandosene della passione dei tifosi.

E’ fuor di dubbio che, quando le cose non vanno, le colpe debbano essere divise equamente.

Ma in questo caso la colpa di Icardi è ben più significativa.

E ciò che fa tristezza e rabbia, (e parlo da tifoso) è che se Mauro è arrivato a questi livelli è grazie all’Inter.

Non so cosa accadrà nel futuro.

Di certo, qualcuno, nello spogliatoio non è stato un professionista verso Mauro.

Ma ora Mauro dimostra di essere peggiore.

La maglia va rispettata, sempre.

Indipendentemente dal blasone, che sia quella di una squadra di periferia che milita in un campionato semi professionistico, o che sia una grande, come l’Inter.

La maglia è senso di appartenenza, di gruppo, del rispetto dei compagni, dei tifosi, dell’avversario.

Chi non la rispetta, dimostra di essere infantile e viziato e di non essere pronto a confrontarsi col Mondo.

Perché lo sport è lo specchio dei tempi: si vince o si perde.

E Mauro sta perdendo.

Non solo la faccia, ma anche la sua straordinaria classe di rapace d’area.

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