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Gli animali nell’arte dal Rinascimento a Ceruti

Fino al 9 giugno, a Palazzo Martinengo di Brescia, oltre 80 capolavori documentano come la figura dell'animale abbia avuto un ruolo centrale nella pittura italiana tra Cinquecento e Settecento.

 gli-animali-arte-rinascimento-ceruti-mostra-pittura-palazzo-martinengo-brescia-tiziana-leopizziLa mostra, intitolata Gli animali nell’arte dal Rinascimento a Ceruti ha trasformato Palazzo Martinengo in un ideale “zoo artistico”, attraverso le opere di autori come Campi, Bachiacca, Cavalier d'Arpino, Guercino, Ceruti, Grechetto, Giordano e Duranti.

I più grandi maestri del Rinascimento, del Barocco e dell’Età dei Lumi, da Raffaello a Caravaggio, da Guercino a Tiepolo fino a Ceruti, difatti hanno spesso dipinto animali sia in rappresentazioni autonome sia in compagnia dell’uomo, soprattutto in occasione di commissioni ufficiali da parte di nobili e aristocratici.

Traendo la loro ispirazione dai testi biblici e dalla letteratura classica greca e latina, gli artisti hanno rappresentato nelle tele l’animale rendendolo assoluto protagonista. Ad esempio, per citarne qualcuno, le storie di Diana cacciatrice accompagnata dal suo fedele cane, Ganimede e l’aquila, Leda e il cigno e il ratto di Europa escogitato da Zeus trasformato in toro. E ancora sono da ricordare gli affascinanti personaggi della maga Circe, che aveva il potere di trasformare i suoi nemici in animali, e di Orfeo, il quale suonando la lira con impareggiabile maestria, incantò gli animali e la natura.

Il percorso della mostra è suddiviso in 10 sezioni che indagano appunto la presenza dell'animale nella pittura a soggetto sacro e mitologico per poi addentrarsi nelle specifiche sale tematiche in cui primeggiano cani, gatti, uccelli, pesci, rettili e animali della fattoria, spesso raffigurati in compagnia dell'uomo. A conclusione nell'ultima stanza, protagonisti sono gli animali esotici - scimmie, pappagalli, dromedari, leoni, tigri, elefanti, struzzi - e fantastici, figli cioè della fervida vena creativa degli artisti.

Tra i capolavori in mostra si segnalano quattro opere del Pitocchetto, esposti per la prima volta in una mostra pubblica; tra questi spicca la sorprendente e modernissima coppia di tele raffiguranti Vecchio con carlino Vecchio con gatto, citata nell'inventario del 1802 della prestigiosa collezione Melzi d'Eril di Milano.

E ancora, sono in mostra alcune tele inedite recuperate dal curatore in collezioni private italiane, tra le quali si citano lo splendido “Ritratto di gentiluomo con labrador” di Lorenzo Lippi, la “Venere, amore e cagnolino vestito da bambina” di Pietro Liberi e il “Ritratto di ragazzino con cane” di Domenico Fiasella.

Potrete anche ammirare ben 5 opere di Giorgio Duranti, come il “Ritratto di poiana”, i “Due tarabusi” e l'inedito “Nido di gazze ghiandaie”.

La mostra ha ottenuto il patrocinio del WWF Italy. Questa collaborazione permetterà di approfondire durante la visita, grazie ad apposite schede di sala, alcune tematiche importanti quali la salvaguardia delle specie protette e della biodiversità, dell’ambiente, la cultura della sostenibilità contro lo spreco di risorse, il rispetto degli ecosistemi e la lotta contro il bracconaggio.

L’esposizione è curata da Davide Dotti, organizzata dall’Associazione Amici di Palazzo Martinengo, col patrocinio della Provincia di Brescia e del Comune di Brescia, in partnership con WWF Italy.

Tiziana Leopizzi

Gli animali nell’arte dal Rinascimento a Ceruti

Fino al 9 giugno 2019

Palazzo Martinengo

via dei Musei 30 - Brescia

Orari: mercoledì, giovedì e venerdì: dalle 9:00 alle 17:30; sabato, domenica e festivi: dalle 10:00 alle 20:00; lunedì e martedì chiuso

La biglietteria chiude un’ora prima dell’orario di chiusura della mostra

Aperture straordinarie: Pasqua, Pasquetta, 25 Aprile, 29 aprile, 30 aprile, 1 maggio, 2 giugno 

Biglietti (audioguida compresa): intero, €12,00; ridotto, €10,00

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