Formigoni condannato (con qualche dubbio)

formigoni vacanze

Roberto Formigoni, ex governatore della Lombardia per diversi lustri, non ce l'ha fatta a superare indenne anche l'ultimo processo e la Cassazione lo ha condannato a 5 anni e 10 mesi per corruzione (in sostanza).

In giudici hanno sposato senza remore la tesi dei pm, ritenendo Formigoni colpevole di aver ricevuto favori in cambio di appalti sanitari. A nulla sono valse le controdeduzioni del difensore, avvocato Coppi del foro romano, penalista illustre (fra i suoi assistiti tutti ricordiamo Giulio Andreotti), il quale ha sfidato le controparti togate ad estrarre dagli atti processuali una delibera incriminante.

Infatti tutte le assegnazioni passate al vaglio degli inquirenti sono risultate conformi alla legge; con tanto di pareri positivi del tar, dell'avvocatura regionale, financo delle opposizioni. Tant'è che tutti i funzionari della Lombardia incriminati hanno ricevuto l' assoluzione. Pertanto anche il processo a Formigoni va incasellato nell'ambito dei procedimenti del sospetto, forse filosoficamente logici ma dalle prove fragili. 

E' vero che il Celeste, forse galvanizzato dalle ripetute conferme elettorali, ci ha messo del suo! Certe vacanze meglio lasciarle ai vip ereditieri, sapendo di essere costantemente nel mirino a causa di convincimenti invisi ai poteri forti. 

Purtroppo anche nella nostra società si perpetuano vincoli che discendono dalla rivoluzione francese, ove la moralità consiste nell'osservazione farisaica delle leggi e non nel perseguire l'interesse del popolo.  E poi, moralmente, è preferibile l'onestà o la capacità di assicurare ai cittadini una vita dignitosa ? 

L'assioma "non poteva non sapere", concepito dagli accusatori del Cavaliere nel corso dei numerosi processi ai quali è stato sottoposto, è molto pericoloso; come d'altronde quella norma che si rifà al favoreggiamento esterno alla mafia. Tutte chiavi inglesi che pendono sulla reputazione delle persone; non meno efficaci, e forse più dolorose, di quelle maneggiate dai picchiatori rossi negli anni Settanta. 

Non è con il furore giacobino che si rinsalda il clima positivo in una società ma con l 'esempio, e anche con la moderazione dei giudizi.

Non vorremmo arrivare a quel clima preconizzato da un docente di diritto penale negli anni di Mani pulite. Il quale catechizzava così i suoi allievi : "Ti accusano di aver rubato il Duomo di Milano? Prima di preparare con scrupolo la tua difesa fuggi in Svizzera…".

Chi ha comprendonio, intenda.

Gaetano Tirloni

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