Pd: La democrazia è partecipazione

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Il Partito Democratico, domenica scorsa, ha dato una prova significativa alla "claudicante"  democrazia patria, celebrando le “primarie”, ed individuando il nuovo segretario in, Nicola Zingaretti.

Già Governatore del Lazio, il fratello del celebre ed amatissimo Commissario Montalbano, si è “laureato” leader del Partito, con oltre l’85% dei Consensi.

Cò che più conta, però, analizzando queste consultazioni, oltre al loro – per certi versi  scontato -  esito, è che il nostro Paese è vivo ed ha voglia di partecipare.

La più grande – e discussa -  compagine politica del centro sinistra ha dato, infatti, prova di credere nel confronto con i cittadini.

Non solo militanti, ma anche comuni cittadini, hanno deciso di far sentire la propria voce, votando ai gazebo, in un contesto Nazionale molto difficile.

In termini di “peso politico” non penso che, almeno nell’immediato, il Pd possa trovare vantaggi concreti, in termini di consenso.

Però un dato su tutti, il più importante, primeggia da domenica scorsa: la volontà della politica di ascoltare.

E di farlo partendo dal confronto umano, dalle piazze, dai gazebo, dal guardarsi negli occhi, faccia a faccia.

Lontano dalle algide piattaforme virtuali di chi si considera paladino “a cinque stelle” della democrazia diretta, per nascondersi e fuggire dalle responsabilità.

In questi mesi, il Pd – di cui non sono mai stato sostenitore – ha subito molte critiche, giuste e condivisibili, per via di una politica titubante ed incerta.

Però domenica scorsa ha dimostrato che si deve ripartire dal dialogo – vero – con i cittadini.

Certo, il sistema è perfettibile (qualcuno ha dimostrato di avere votato più volte), ma è un punto di partenza.

Chi giudica negativamente questa scelta di confronto, continuando a calare "i nomi dall'alto", o usando piattaforme virtuali, sbaglia e si allontana dalle necessità reali del Paese.

Il Pd ha capito – almeno questo si – che solo con la relazione umana può rinascere la coscienza civica.

In questo contesto di ritrovato affiatamento tra cittadinanza e politica, merita un plauso, un importante esponente dei “democrat”: Carlo Calenda, che negli ultimi giorni è stato oggetto di critiche e sorrisini, per il suo modo, spesso goffo, di fare politica.

Ebbene, l’Ex Ministro ha dimostrato tutta la sua umiltà, ed anche una sana e buona dose di “umanità” facendo lo scrutatore ai gazebo, tra la gente.

Senza ostentare, ma con la voglia di partecipare.

8 + al Partito Democratico.

La democrazia, pur tra mille difficoltà e con mille difetti, si avvia e si consolida così.

Da domenica scorsa, quindi, anche il Pd entra nel novero di chi, seppur con difficoltà, ha dato prove di “vitalità”

Resta, invece, tristemente al palo, il “defunto” centro destra.

Ebbene, se esiste ancora, che dia prova tangibile della sua voglia di farsi sentire.

Perché nella società moderna, chiudersi nei palazzi per fare strategie per e tra pochi intimi, senza confronto con la base, per salvare qualche poltroncina, è la scelta peggiore che si possa fare.

E’ uno schiaffo violento a chi crede nella politica come strumento di servizio per il Paese, qualunque sia la sua “fede”.

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