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In attesa del Derby: Milan ed Inter a confronto

san siro pixabayManca qualche giorno alla tradizionale sfida fra Milan ed Inter e gli animi dei tifosi sono in ebollizione.

Il derby ha sempre avuto connotazioni emotive coinvolgenti, fin dagli esordi, ai primi anni del secolo scorso. Migliaia di persone si preparano all'evento evocando i fasti del passato, soprattutto del periodo del boom economico, quando le milanesi erano inzuppate di fuoriclasse e la magia delle geometrie si identificava in campioni come Mazzola e Rivera, Dino Sani e Luisito Suarez.

Ma all'oggi come si presentano le due squadre meneghine alla sfida?

L'Inter, che sembrava destinata ad un campionato trionfale, addirittura additata come competitor della Juventus, è finita dietro ai rossoneri; i quali, dopo un avvio di stagione tormentato, hanno ritrovato un veloce passo, soprattutto a seguito del mercato invernale, chiamato di riparazione.

Al Milan gli acquisti di Paquetà e Piatek hanno alzato di molto il tasso tecnico, mentre per i cugini nerazzurri la telenovela Icardi si è rivelata un' autentica sciagura e un test molto spinoso per Marotta, proteso con tutte le sue astuzie da vecchio militante del calcio a salvare capra e cavoli, con qualche anatema di troppo per Spalletti, buon tecnico ma pessimo psicologo. 

Domenica sullo scacchiere di San Siro si muoveranno delle pedine assai determinate: quelle milaniste per tenere i tradizionali avversari a distanza, quelle interiste per riprendere il terzo posto, inaspettatamente perduto.

Ma di sicuro non si respirerà l'aria di primi della classe, posizione che le milanesi hanno ceduto da troppi anni al club degli Agnelli.

Un tempo sulle poltrone presidenziali sedevano i Pirelli, i Rizzoli, i Berlusconi; e dall'altra parte, i Moratti, financo Fraizzoli e Pellegrini. Ora sul versante nerazzurro domina un magnate cinese e su quello milanista un fondo, Elliott, dalle ambizioni certe ma dalla fedeltà precaria.

Di là dal risultato sarà sempre una serata magica, che coinvolgerà moltissime persone dal vivo. Con qualche rimpianto. Forte, se vogliamo.

Gaetano Tirloni

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