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Fausto Coppi: a settembre il il centenario della nascita

fausto coppi giro ditalia 1958A settembre 2019 ricorre il centenario della nascita di Fausto Coppi e ritengo doveroso ricordare le gesta di questo personaggio sportivo che ha coinvolto gli italiani nel ritrovare l'onore di sentirsi popolo italico dopo un momento storico che ha visto le nostre genti smarrirsi e combattersi l'un l'altro; inoltre il Giro d'Italia 2019 si avvicina. 

Era conosciuto anche con i soprannomi di "il Campionissimo o l'Airone". Considerato uno dei più grandi e popolari atleti del ciclismo, formidabile "passista", ossia un corridore che ha una particolare attitudine alle gare su lunghi percorsi pianeggianti, ma anche un eccezionale "scalatore", cioè quel corridore specializzato nelle corse e nelle tappe in salita, in particolare nelle pendenze molto ripide. Insomma, Coppi era un corridore completo. Queste sue caratteristiche erano dovute alla sua conformazione fisica, infatti, le pulsazioni cardiache a 34/minuto gli permettevano una notevole resistenza pur sotto sforzo.

Fausto nasce a Castellania, in provincia di Alessandria in Piemonte, quarto di cinque figli. Il profitto scolastico era piuttosto scarso, quindi con il fratello maggiore e il padre si trovò a lavorare nei campi. All'età di tredici anni fu assunto in una salumeria dove effettua consegne in bicicletta ricevendo una paga settimanale di lire cinque. Grazie a uno zio marinaio, all'età di quindici anni si acquista una "Maino", che era un'azienda ciclistica e motociclistica italiana, al prezzo di lire 520, iniziando così a partecipare a qualche corsa non ufficiale. Intanto a Pozzolo Formigaro, siamo sempre nell'Alessandrino, a Biagio Cavanna, dirigente sportivo e famoso massaggiatore di Girardengo e Guerra, viene segnalato questo ragazzo di nome Coppi, e sarà proprio il Cavanna a intravvedere nel giovane un futuro campione. Nel frattempo da salumiere passa a lavorare come macellaio per i contadini della zona, riuscendo a guadagnare sino a venti lire a settimana. Nel luglio del 1937 partecipa alla sua prima gara ufficiale, ma è costretto al ritiro per foratura. Raggiunto l'importo di 600 lire acquista una nuova bicicletta, una "Prina" che gli realizza, su misura, un ciclista di Asti. Grazie a questa nuova bicicletta e alla sua tenacia, vince, da dilettante, sul circuito di Castelletto d'Orba, aggiudicandosi anche ad Alessandria il Trofeo Gigi Agosta intascandosi il premio di 500 lire. Per Coppi è iniziata una nuova carriera, infatti, partecipa a molte gare e viene "raccomandato" a Giovanni Rossignoli della Bianchi, la fabbrica di biciclette più vecchia al mondo. Dopo una frattura della caviglia destra, Coppi si reca a Milano per firmare il contratto con la Legnano, partecipando in marzo alla Milano-Sanremo, contribuendo al successo del suo capitano Gino Bartali. E venne la disgraziata guerra, e così anche Fausto Coppi, caporale del 38° Reggimento di fanteria della Divisione " Ravenna", è costretto a partire per la guerra d'Africa. Il 13 aprile 1943 viene fatto prigioniero dagli inglesi a Capo Bon, in Tunisia e inviato nel campo di concentramento di Medjez el Bab per passare poi a quello di Blida vicino ad Algeri. Finalmente nel 1945 finisce l'odissea della prigionia, e Fausto si imbarca diretto a Napoli. La sua permanenza in terra africana gli ha però procurato fastidi allo stomaco e una lieve forma di malaria. Il dopo guerra trova un Fausto Coppi pronto a riprendere le corse, e da qui a salire sempre più in alto sul podio del vincitore.

Con l'amico Raphael Gèminiani e altri si recò nel Burkina Faso, dove furono punti da zanzare. Contrassero entrambi la malaria, ma mentre il Gèminiani viene curato dai medici francesi in modo esatto, Coppi, purtroppo, viene curato con troppa faciloneria, siano a che alle 8,45 del 2 gennaio 1960 a soli quarant'anni il Campionissimo muore.

 

Ecco alcune curiosità attitenti il Campionissimo:

  • Sul Passo dello Stelvio, il più alto d'Italia, si trova una Stele in ricordo di fausto Coppi.
  • Nel comune di Canazei, sul Passo Pordoi, il 2 luglio del 2000 è posto un monumento dedicato a Coppi.
  • Sul Muretto di Alassio vi si trova una Piastrella autografata dal Campione.
  • Al Passo dell'Agerola, siamo nel napoletano, sorge un monumento alla memoria di Fausto Coppi.
Anche la televisione e il cinema hanno dedicato attenzione a Coppi, ricordo:
  • La fiction in due puntate sulla RAI intitolata "il grande Fausto", trasmessa nell'ottobre del 1995.
  • Anche nella fiction "Gino Bartali, l'intramontabile", andata in onda nel 2006 su RAI Uno, si racconta di Coppi.
  • Nel cinema lo stesso Fausto Coppi interpreta se stesso in " Totò al giro d'Italia".
  • Appuntamento a Belleville, altro film che propone una caricatura del Campione.
  • Nel film biografico "Mi chiamava Valerio", che era il gregario toscano di Coppi.

Ritengo che come italiano non posso non essere grato a questo sportivo che ha portato il nostro paese sul podio mondiale della storia sportiva.

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