Assedio a Madrid a Milano

assedio madrid 1Per l’ottantesimo anniversario della caduta di Madrid, avvenuta il 28 marzo 1939, dalle 10 alle 13 del 30 marzo si terrà la foto-proiezione commentata Assedio a Madrid. La Guerra Civile Spagnola, presso il centro culturale ed espositivo la Casa di Vetro di via Luisa Sanfelice 3 a Milano.

La foto-proiezione

La foto-proiezione è curata da Alessandro Luigi Perna e prodotta da Eff&Ci – Facciamo Cose per History & Photography.

La Storia raccontata dalla Fotografia, un progetto che ha come scopo raccontare la Storia contemporanea attraverso la valorizzazione degli archivi storici fotografici, in particolare di fotoreportage, sia italiani che internazionali, sia pubblici che privati.

La mostra

La selezione d’immagini sarà tratta dalla mostra Assedio a Madrid. 1936-1939, la Guerra Civile Spagnola nelle immagini dell’Archivo Fotográfico de la Delegación de Propaganda y Prensa de Madrid durante la Guerra Civil, che venne proposta negli stessi spazi nella primavera del 2017 in collaborazione con il Ministerio de Educación, Cultura y Deporte. Archivo General de la Administración.

Ci saranno sessanta riproduzioni digitali da stampe fotografiche, selezionate tra le più belle delle circa 3000 immagini conservate, con i primi momenti della ribellione dell’esercito guidato da Franco a Toledo, Guadalajara e Madrid, la mobilitazione popolare in difesa della Capitale assediata, la guerra nelle regioni circostanti, i bombardamenti aerei e i loro effetti, le sofferenze dei civili, il ruolo delle donne, la vita al fronte e nelle retrovie, e la campagna di alfabetizzazione delle truppe da parte del governo repubblicano.

L'archivio fotografico

L’Archivio Fotográfico de la Delegación de Propaganda y Prensa de Madrid durante la Guerra Civil, oggi parte del Ministerio de Educación, Cultura y Deporte. Archivo General de la Administración,  sono gli scatti che vari fotografi realizzarono durante i momenti delle vicende belliche che sconvolsero Madrid e le regioni centrali della Spagna durante la Guerra Civile.

Della maggior parte dei fotografi si sa il nome poiché, per realizzare servizi fotografici nelle aree controllate dal governo democratico, si doveva avere l’autorizzazione del Ministero della Propaganda repubblicano, che aveva lo scopo di spiegare agli Spagnoli lo sforzo per fermare la ribellione fascista e mostrare i tragici effetti dei bombardamenti sulle città dell’aviazione di Franco e dei suoi alleati.

Per questo motivo nel fondo ci sono molte immagini dei corpi martoriati delle vittime e delle case colpite dalle bombe lanciate dall’aviazione nazi-fascista durante le incursioni aeree.

Con la caduta di Madrid e la fine della Guerra Civile, l’archivio fu requisito dai franchisti e divenne uno strumento di repressione dei golpisti, allo scopo di identificare, cercare e incarcerare o condannare a morte i miliziani repubblicani ritratti nelle immagini.

Poi molte delle immagini furono utilizzate come prove e inserite nei fascicoli dei procedimenti giudiziari che seguirono all’instaurazione della dittatura.

Gli autori della maggior parte delle foto erano Manuel Albero e Francisco Segovia, fondatori nel 1930 dell’agenzia fotografica Albero y Segovia Información Gráfica, specializzati in fotografia sportiva, collaboratori di diverse testate giornalistiche, che allo scoppio del conflitto divennero fotoreporter di guerra entrando nella storia grazie alla qualità delle loro immagini.

 

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