• Home
  • CRONACA
  • Chernobyl, una catastrofe. Ma non demonizziamo il nucleare

Chernobyl, una catastrofe. Ma non demonizziamo il nucleare

  • Gaetano Tirloni

centrale nucleare svizzera pixabaySon passati 33 anni dal disastro di Chernobyl e la memoria collettiva non l'ha ancora cancellato.

Il 26 aprile 1986 due esplosioni sconquassarono i reattori della centrale nucleare ucraina, disperdendo nell’aria tossine avvelenate che causarono subito la morte di qualche decina di persone direttamente e alcune centinaia per le conseguenze nei giorni successivi. Sulle cifre le divergenze restano alte e un poco di prudenza, in simili casi, non sarebbe male. 

L’episodio diede allora la stura alle frange dell’antinucleare a prescindere e il governo, sull’onda dell’emozione provocata dal disastro, decise di sospendere la costruzione delle centrali avviate col buon senso; salvo dilapidare fortune, poi, per acquistare l’energia prodotta dall’atomo a prezzi da ricatto.

La catastrofe ucraina avvenne per due motivi, imputabili entrambi alle persone, non a quel tipo di energia in particolare. La centrale era un ferrovecchio, da rottamare; e i tecnici addetti non lo erano di meno. Fu la combinazione di questi due fattori che determinarono la fuoriuscita di materiale radioattivo. A ciò si aggiunse il ritardo nella denuncia della calamità.

A nulla valsero le controdeduzioni di ingegneri qualificati; nel nostro Paese, come sempre accade dopo i flagelli, un'isteria collettiva prese le autorità e la gente comune, tanto che alcune attività, nemmeno lontanamente inquinate , siccome erano migliaia i chilometri da Chernobyl , rischiarono il fallimento. Carni e verdure subirono un ostracismo immotivato, vittime del panico irragionevole.

L’energia nucleare, osservati i protocolli alla lettera, è una delle energie meno pericolose che esistono; tanto è vero che a pochi chilometri dai nostri confini nazionali a decine pullulano, senza eccessivi problemi per l’ambiente ma con grave danno per le finanze degli italiani.

Né valgono le obiezioni dei movimenti ambientalisti maggiormente irragionevoli, basate soltanto su dati parziali, sfornati dall’ideologia. 

Perciò, dinanzi alle tragedie - come sempre dovrebbe accadere - , superata l’agonia della logica generata dall’emozione, bisognerebbe attingere a fonti sicure per valutare sul da farsi.

Demonizzare il nucleare è un errore gravissimo; pari a quello di esaltare l’energia eolica nella pianura padana.

La Storia - dicevano gli antichi romani - è maestra di vita. Ne ho sempre dubitato, avendo, ad ogni evento tragico, puntuale conferma.

Gaetano Tirloni

Copyright © 2006 - 2019 MilanoFree.it, testata registrata Trib. Milano n. 367 del 19/11/2014  IT13181390157 MILANO TORINO PAVIA RIMINI