Il culto del corpo: beneficio o malattia

bodybuilder pixabayPare proprio che oggi il "culto del corpo" sia divenuta una priorità, tutto diviene possibile, lecito, si può fare di tutto, compreso ad arrivare a disprezzarlo, a violentarlo, a sminuirlo, più o meno consapevolmente, assecondando il desiderio o la moda del momento.

Lo Sport, voce inglese che in origine significava "divertimento", ha sempre più perso il suo originale significato, che era anche gioco, sana passione, per divenire competizione, a volte esasperata, perdendo così quel quid di una sana e leale competizione. Proseguendo in questa eccezzione è divenuto sintomo di benessere fisico e psichico, a volte osannato neppure fosse una religione. Per molti allenarsi è irrinunciabile, l'attività sportiva e/o la palestra per dedicarsi al fitness, che è quella educazione fisica mirata e personalizzata a fini estetici e/ o igienici, è parte della quotidianità.

Tutto questo comporta anche un utilizzo sempre più ampio di integratori che tuttavia pongono la domanda: sono indispensabili? Siamo sicuri che apportino sempre un beneficio per il nostro corpo? È evidente che una attività così esasperata può portare, anziché a un beneficio a un danno. Il corpo deve avere il tempo e il modo di riprendersi da allenamenti e sforzi intensivi, altrimenti va in sofferenza, ed ecco allora il ricorso a palliativi e medicinali. Il volere a tutti i costi, quasi ossessivamente, la perfezione del proprio corpo, porta inevitabilmente a una dipendenza, tanto è vero che gli psichiatri iniziano a usare il termine "sindrome da sport compulsivo".

Un comportamento così cosa "nasconde" ? Non è forse un tentativo, per altro illusorio, per rimanere giovani e rifiutare o allontanare il pensiero della morte? Purtroppo vi sono altri metodi, che a volte degenerano in ossessioni, per "addomesticare" il corpo, ad esempio quello attinente l'alimentazione.

Tutti conosciamo il termine "anoressia e bulimia", ma non sono i soli, altre forme sono "l'ortoressia", ovvero una ossessione per l'alimentazione sana, per cui si eliminano dalla propria tavola alimenti indispensabili per una crescita in buona salute. Altra stortura è la "pregoressia", che è l'ossessione a non voler aumentare di peso in gravidanza, penalizzando così la creatura nel grembo materno che invece ha un estremo bisogno di nutrimento per svilupparsi e crescere in maniera ottimale. Un altro comportamento deleterio è quello definito "drunkoressia", che prevede una riduzione di cibo assunto aumentando l'assunzione di alcool, così da non aumentare il peso corporeo. Oppure seguendo diete o comportamenti suggeriti da "amici" o pubblicizzate. Possibile che così facendo non ci si renda conto che si va incontro proprio a ciò che si voleva evitare? A malattie che un corpo debilitato o sottoposto a stress alla fine va incontro proprio a "sorella morte", come la definiva San Francesco, che si vuole eludere?

Il ricorso alla chirurgia estetica, attualmente in crescita, per evere un fisico il più perfetto possibile, sappiamo presenta dei rischi di non poco conto, ancor di più se applicata su ragazze/i di età compresa tra i 13 e i 18 anni, corpi ancora in formazione sottoposti al bisturi e medicinali.

Nel culto del corpo rientra sicuramente anche il tatuaggio, che è comunque un modo per imbrattare il corpo. Non è tanto il piccolo e solo tatuaggio, ma addirittura quando il corpo ne è riempito, nascondendo la sua naturalità. Cosa rappresenta psicologicamente per una persona il coprire di figure o segni la propria pelle? È un modo per non accettare sé stessi pur nella consapevolezza dei propri limiti? Il termine tatuaggio, leggo dal dizionario, significa "deformazione artificiale permanente dei tessuti cutanei", personalmente già quel termine "deformazione" mi preoccupa. Siamo poi così certi che questa operazione non porti a conseguenze dannose come allergie, epatiti o infezioni? E se poi volessi "cancellare" il tatuaggio? È sempre possibile? Quale il prezzo per la pelle?

Un'ultima ideologia è quella che prevede il cambiamento di sesso ricorrendo alla chirurgia e /o terapie ormonali, una illusione in quanto ogni nostra cellula è sessuata, tema questo che comunque merita un più attento approfondimento a cui pertanto non do seguito.

Ritengo che volersi bene debba escludere ogni forma coercitiva e mimetizzante, ma accettarsi e operare per il proprio benessere fisico e psichico rimanendo nella ragionevolezza e nella via del buon senso.

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