Conte alla Juve: Milan ed Inter beffati

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Non ci sono dubbi: la dirigenza bianconera vale dieci volte quella delle milanesi; e con l'ex Chelsea in panchina sotto la Mole,  queste ultime vivranno per anni nella mediocrità. 

A conferma che Berlusconi, invecchiando e sponsorizzando acriticamente i convincimenti della figlia prediletta, Marina, ha preso mille granchi quando disse che gli italiani non possono reggere la concorrenza di petrolieri e magnati alla guida di club del pallone. 

A smentirlo  ecco Agnelli e sodali, che in un battibaleno, senza pastoie e circonlocuzioni, hanno esonerato Allegri - fino all'altro ieri confermatissimo - richiamando l' artefice della rinascita bianconera. 

Dando una lezione di quelle toste alle milanesi, il Milan in particolare; ma pure ai nerazzurri, alle prese con il toto Spalletti si, Spalletti no. 

Certo che il danno maggiore lo patirà il club di via Aldo Rossi, il quale dovrà cercare il sostituto di Gattuso partendo con un forte handicap. 

Qui le colpe vanno - equamente, si far dire - divise fra Gazidis, Leonardo e Maldini. Ad Elliott possiamo perdonare l' inesperienza in un settore nuovo d' investimento; ma al manager brasiliano nessun alibi è concesso : doveva contattare Conte mesi e mesi fa, appena sistemata la grana col Chelsea; e invece si è  incartonato in un dilemma esiziale di fronte ai successi, effimeri, di Gattuso in primavera. 

Ora, qualsiasi  tecnico allenerà a Milanello, i tifosi potranno  scordarsi per anni e anni trofei o successi di sorta. Magari vedranno i  detestati rivali  torinesi alzare la Coppa dei campioni, con doppio  scorno e  fegato in fibrillazione. 

Questa è l'ennesima  conseguenza del regalo (deleterio) servito dal Cavaliere ai tifosi, con una cessione sconsiderata ad uno sconosciuto re delle tre tavolette cinese. Ad Elliott, per aver salvato la società rossonera da un fallimento automatico, non possiamo rimproverare nulla, sotto questo versante.

Riguardo all'Inter, se agli acquisti fatti continuerà a non corrispondere un rendimento adeguato, beh,  significa che ai vertici della società di corso Vittorio Emanuele siedono emeriti dilettanti.

Non che  Scaroni - scafato dirigente levigato dalla politica - valga di più. E i Singer tengano a bada Gazidis, non estendendogli masochisticamente i poteri. bensì  delimitando la sua influenza  alla sola  area finanziaria della  società. 

Sbagliando sì impara, recita un saggio; e i Singer son troppo avveduti per non  correggere i loro errori. 

Un sondaggio tra i tifosi più affezionati pone Gasperini in pool come nuovo trainer del Milan. Non mi convince. Ma forse è il meno peggio fra i papabili. Gli altri sono delle brutte copie di Gattuso. Che è tutto disperarsi….

Gaetano  Tirloni

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