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Vittorio Sgarbi. Antonello contemporaneo

Lunedì 27 maggio alle ore 19:00 è in programma una visita speciale alla mostra Antonello Da Messina in corso fino al 2 giugno a Palazzo Reale in compagnia di Vittorio Sgarbi. L’iniziativa è stata organizzata in occasione della pubblicazione del suo nuovo libro Antonello contemporaneo, edito da Skira Editore.

antonello da messina visita libro mostra vittorio sgarbi milano palazzo reale tiziana leopizzi“Che Antonello da Messina fosse un pittore veneziano, lo si è creduto a lungo, anche in Sicilia, fino all’Ottocento. Che il suo quadro-simbolo, la luminosissima Annunciata del museo di Palermo, fosse scambiato per un’opera del pittore tedesco Albrecht Dürer o considerato la copia di un’altra Annunciata, conservata a Venezia, è successo fino al 1904. Che ci siano nelle pieghe di chissà quali collezioni quadri di Antonello ancora da scoprire lo rivela la Pietà acquistata dal Prado di Madrid nel 1966: un Cristo morto, ancora palpitante, sorretto da un angelo di fronte a un paesaggio in cui si riconosce la torre campanaria dell’antico duomo di Messina.

Basta perciò contare le opere riscoperte dopo il Novecento, almeno sei, per capire che la grandezza di Antonello (“una grandezza che spaura”, ha scritto nel 1953 lo storico dell’arte Roberto Longhi) appartiene tutta a questo secolo. Prima, lungo cinque secoli, Antonello era un pittore appena rinomato, famoso come ritrattista e soprattutto abile artigiano: “Fu Antonello che rubò al pittore fiammingo Jan van Eyck il segreto della pittura a olio per rivelarlo agli artisti italiani del Rinascimento”, dice, pressappoco, il pittore aretino Giorgio Vasari (l’autore delle Vite, il primo libro di storia dell’arte italiana) a metà del Cinquecento. A partire da questa data l’immagine di Antonello scolora col passare dei secoli: gli elementi sicuri della sua biografia sono scarsi e lacunosi, le opere datate pochissime, quelle perdute sono molte, almeno quaranta. Il caso Antonello perciò si presenta come un intricato dedalo di ipotesi incontrollabili, tra cui affiora all’improvviso un dato certo, una prova, un documento cui appigliarsi. Insomma, un caso da risolvere abbinando agli strumenti della più raffinata critica d’arte le tecniche più corrive dell’indagine poliziesca.” (Vittorio Sgarbi).

La grandezza dell’opera di Antonello da Messina, artista sommo di straordinaria modernità, scoperto solo a partire dal Novecento.
Un pittore misterioso e ancora da scoprire che viene celebrato e raccontato in questo nuovo e inedito volume. qui sono riuniti una selezione di saggi del grande critico d’arte sull’opera di Antonello a confronto con altre opere del maestro siciliano o di altri artisti a lui contemporanei o successivi, fino ad arrivare all’arte dei nostri giorni.

Il linguaggio delle mani della celebre Annunciata di Palazzo Abatellis a Palermo e del Cristo benedicente della National Gallery di Londra, le pieghe del vestito del Ritratto d’uomo, detto Ritratto Trivulzio, e i tagli di una tela di Fontana: l’analisi delle affinità tra dipinti fatta da Vittorio Sgrarbi dello stesso Antonello o i confronti inusitati e affascinanti con opere di altri artisti antichi e moderni fanno di questo volume uno prezioso strumento per un’originale rilettura dell’arte di questo grande maestro del Quattrocento.

Per la visita, (che comincerà alle 19:30), l’appuntamento è all’ingresso della mostra a Palazzo Reale, Piazza Duomo 12. La prenotazione è obbligatoria, è necessario scrivere una mail a rfasan@momoskira.it disponibili solo 200 posti.

Tiziana Leopizzi

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