Gazidis, il Milan non è l'Arsenal

san siro pixabayDopo l’addio di Gattuso e Leonardo, seguirà quello di Maldini ? I tifosi rossoneri se lo chiedono, mentre l’ex terzino più forte del mondo medita sulla risposta da servire a Gazidis.

Intanto l’amministratore delegato rossonero, dopo mesi di silenzio assordante, è uscito allo scoperto con un'intervista alla rosea, che - francamente- sconcerta.

Il linguaggio, di là dai finti proclami votati alla sincerità - riproduce il politicamente corretto in auge in ogni ambito del disfatto mondo occidentale e prospetta ai fans del Diavolo un futuro da Inferno. 

E' vero che il fondo Elliott ha ereditato una società piena di debiti ma resta il fatto che gli ammanchi sono stati assorbiti dai Singer nel subentro al fantomatico Li ; né è pertinente il paragone con il passaggio di proprietà fra Berlusconi e Farina, perché allora il Cavaliere impegnò fior di risorse per lanciare subito il Milan nell’orbita mondiale.

Gazidis ragiona da puro contabile, qual era all’Arsenal; ma il club di via Aldo Rossi non ha nulla da spartire con la squadra londinese : con tutto il rispetto ma pure con tutte le abissali differenze. 

Preoccupa anche il voltafaccia nei confronti dell’Uefa: si è passati dalla minaccia di uno scontro frontale alla resa alle pretese della maniaca burocrazia di Nyon; così ci si autocastra alla mediocrità permanente e i tifosi dovrebbero ribadirlo a Gazidis, senza escludere rumorose rimostranze.

Maldini pondera, dunque; fossi in lui, scapperei di volata dall’abbraccio mortale di Gazidis. E' lampante che ora come ora al Milan non si muove foglia che lui non voglia, sopra tutte le teste e in dispregio a qualsiasi altro convincimento. 

I Singer stanno a guardare, in apparenza serafici. Ma fossi in loro mi preoccuperei. Con il piano dell’a.d. attuale forse riusciranno a rivendere il Milan tra un decennio; e non so con quale plusvalenza. 

Digiuni di calcio, hanno sbagliato affidando all’ex Arsenal tutto il potere; e pensare che avevano iniziato bene, delegando responsabilità concrete a Leonardo e a Maldini.

Chiunque sia il prossimo allenatore, cambierà poco. Sfuggito Conte - colpevolmente - Inzaghi o Giampaolo potranno cambiare ben poco. 

Ma servirebbe un cambio di rotta, soprattutto strategica, da parte di Elliott. E sarà bene che i supporter rossoneri glielo cantino in slogans, se necessario. Altrimenti il prossimo trofeo lo vinceranno tra cinquant'anni; e non è una battuta.

Gaetano Tirloni

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