Marotta-Conte per un Inter da primato

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Alla fine Conte è approdato alla corte del cinese ricco (a differenza di mister Li, ricco soltanto di bugie), quello nerazzurro.

Per merito esclusivo di Marotta, che negli anni passati col trainer pugliese ha condiviso la risurrezione bianconera.

Fra un ritorno alla Juventus, caldeggiato da alcuni dirigenti torinesi ma avversato da Paratici, e una sistemazione alla società di corso Vittorio Emanuele a Milano, ha prevalso il nuovo, nella convinzione di scaldare una pista da anni a secco.

Voci attendibili riferiscono di contatti nei mesi scorsi tra Leonardo-Maldini e l' ex manager del Chelsea, naufragati per il solito Gazidis, attento solo ai conti e non agli scenari di successo.

Per l'Inter si apre sicuramente un futuro di gloria. Di là dalla campagna rafforzamenti, sta volta pianificata con la lunga mano di Antonio il vincitore.

Schietto come sempre, Salvini ha espresso il suo rammarico nel vedere i nerazzurri dieci passi avanti al suo Milan, anche nel versante allenatore. 

Qualsiasi tecnico approderà in via Aldo Rossi, sarà sempre una figura di secondo piano. 

Icardi resterà? L'interrogativo tiene in ansia i tifosi del Biscione. E per il momento nessuno sa l'opinione di Conte sull'asso sudamericano. Di una cosa, comunque, i tifosi interisti hanno la certezza: le sceneggiate della compagna Wanda son terminate con Spalletti; alla prima polemica (sciocca) per Icardi è prevista la porta; e non è detto che l'uscita favorisca le sue aspirazioni.

Tra i supporters del Biscione gira già uno slogan: siam tornati nobili con Conte. La corte (imperiale) europea li attende: con i suoi fasti e le sue prebende.

Meditino i Singer, meditino. I conti non sono tutto; Conte allenatore, sì.

Gaetano Tirloni

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