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Leonardo in Francia. Disegni di epoca francese dal Codice Atlantico

leonardo milano codice 1La mostra Leonardo in Francia. Disegni di epoca francese dal Codice Atlantico, fino al 15 settembre Milano presso la Veneranda Biblioteca Ambrosiana, approfondisce gli ultimi anni di attività di Leonardo da Vinci con una selezione di 23 fogli dal Codice Atlantico databili al soggiorno francese del maestro, presso la corte di Francesco I.

Leonardo arrivò in Francia nel maggio 1517, con Francesco Melzi e Battista de Vilanis e portò con sé numerosi manoscritti e dipinti, tra cui la Gioconda, ancora incompleta.

Francesco I era amante dell’arte italiana e grandissimo estimatore di Leonardo e gli diede alloggio nel castello di Clos-Lucé, vicino ad Amboise, e fregiandolo del titolo di premier peintre, architecte, et mecanicien du roi, con un vitalizio di 5000 scudi.

Gli ultimi anni che Leonardo trascorse in Francia furono i più sereni della sua vita, anche se era fisicamente indebolito dall’età e da una paralisi alla mano destra, ma riuscì a portare avanti le sue ricerche e i suoi studi, con l’aiuto dei fedeli allievi, dedicandosi a scienza e fisica.

Nel 1518 completò importanti manoscritti, come il Codice Arundel, conservato a Londra, il Codice Atlantico, custodito nella Biblioteca Ambrosiana di Milano, e i Fogli di Windsor, custoditi, appunto, nel castello di Windsor in Inghilterra. I manoscritti contengono studi di meccanica, ottica, geometria, architettura, astronomia, geografia, botanica, anatomia, zoologia e arti militari, oltre a caricature, disegni e alcune carte geografiche.

In Francia, Leonardo progettò il palazzo reale di Romorantin per Luisa di Savoia, madre del Re. Fu anche ospite gradito nella festa per il battesimo del Delfino e in quella per le nozze di Lorenzo di Piero de’ Medici, Duca d’Urbino, con una nobile francese, assistendo alla messa in scena della Mandragola, famosa commedia di Niccolò Machiavelli, oltre alle scenografie di alcune feste della corte reale, soprattutto quelle dedicate al re Francesco I, come quella di Lione e quella di Argenton.

Nell’aprile del 1519 Leonardo lasciò le sue volontà testamentarie al notaio Guglielmo Boreau, lasciando di essere sepolto nella chiesa di San Fiorentino, con una cerimonia funebre in grande stile, con cappellani, frati e sessanta poveri, ciascuno reggente una torcia, oltre alla celebrazione di molte messe solenni in diverse chiese.

A Francesco Melzi Leonardo lasciò libri, strumenti di lavoro, la collezione di disegni e il guardaroba e ai collaboratori De Vilanis e Salaì un terreno e una casa a Milano, mentre ai fratellastri, lasciò il suo patrimonio fiorentino, composto di una somma in denaro e da possedimenti a Fiesole.

Leonardo morì il 2 maggio 1519 e la notizia intristì particolarmente il re Francesco I di Francia, che nutriva per l’artista una stima davvero enorme.

Cinquant’anni dopo la morte, dopo gli scontri religiosi che si manifestarono in tutta la Francia, la tomba di Leonardo fu saccheggiata e i suoi resti dispersi.

Accompagna l’esposizione, un catalogo, a cura di Pietro C. Marani, con un elenco di tutti gli altri fogli francesi di Leonardo, dedicati per la maggior parte a studi di geometria, lunule e stelle curvilinee, con un nuovo studio sulle carte e le filigrane.

ORARI: Mar - Dom 10 - 18 | Lun chiuso

COSTO DEL BIGLIETTO: Intero 15 € | Ridotto 10 € | Scuole 5 € | Universitari 10 €

TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 02 806921

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