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Alessandro Marescotti: l'uomo che zittì Di Maio e gli chiese di guardarlo negli occhi

20102Faccia a faccia tra Marescotti e Di Maio. Ecco come il presidente di Peacelink ha zittito il ministro

 

C'è chi scrive per passione, chi per raccontare i fatti di cronaca, chi per occultare le verità e poi, invece, c'è una minoranza che illustra e narra in maniera peculiare ciò che effettivamente accade senza temere ritorsioni e senza tener conto di chi vorrebbe celare scottanti veridicità dettate, in particolar modo, da abusi di potere.

L'informazione è la divulgazione delle notizie reali e non di pillole di verità trascritte in maniera frammentaria all'interno di un testo che contiene solo una piccola percentuale di quello che effettivamente accade (nel mondo). La vera essenza è la sete di conoscenza che i lettori (e non solo) dovrebbero avere affinché nessuno più si prenda la briga di glissare elegantemente su quel che potrebbe apparire al meglio ai cittadini, ponendosi la domanda di ciò che farebbe più piacere sentirsi dire, mentre, d'altro canto, quel che avviene nel mondo o intorno a noi è alquanto allarmante.

Ne è un esempio il Professore Alessandro Marescotti, docente di italiano e storia e, al contempo, presidente dell'associazione Peacelink, il quale ha da sempre avuto la caparbietà e la volontà di portare a conoscenza sia i tarantini che gli italiani, ma anche gli europei di quello che martoria il capoluogo ionico, ovvero: Taranto.

Coraggio e coscienza si fondono in un binomio perfetto che contraddistingue Marescotti, il quale, coadiuvato da altrettanto persone volenterose, hanno messo al primo posto l'impegno civico e morale rivolto a coloro i quali hanno fatto di questa città e di questa provincia un luogo cimiteriale, divenuto con il tempo tra i primi siti inquinanti europei.

Ciò ha comportato migliaia di decessi dovuti a malattie che derivano dall'inquinamento che sovrasta la città e dalle discariche site nei paesi limitrofi alla città bimare. Un abominio che potrebbe essere paragonato a una sorta di genocidio del terzo millennio, il quale però non è causato da guerre fratricide bensì da decisioni che ruotano solo ed esclusivamente al solito obiettivo: il denaro.

Sì, lo sporco e vile denaro che fa venire la vista ai ciechi e che, d'altro canto, conta un'elevata percentuale di persone defunte, in particolar modo bambini.

E sono proprio questi ultimi le vittime di quei carnefici senza pietà, senza cuore e, anche, senza anima, perché basti tener conto delle statistiche per accorgersi di quanto sta avvenendo nel corso degli ultimi anni, come anche le numerose nascite di bambini malformati.

Ma questo non basta, perché c'è chi cela questo orrore e chi non tiene minimamente conto di questi disastri che, successivamente, vanno a intaccare anche l'equilibrio naturale dell'ambiente, dunque la flora e la fauna.

A tal proposito, appare doveroso porre in primo piano la figura di Marescotti che, assieme ad altri coraggiosi volontari, ha divulgato i dati allarmanti relativi ai livelli di inquinamento emessi dall'Ilva. Numeri che fanno rabbrividire, soprattutto se poi questi vengono associati ai volti di tutti coloro che hanno perso la vita per colpa del “mostro” e che, nonostante sia fonte di lavoro, viene disprezzato dai tarantini (e non solo). Taranto vuole vivere e lotta affinché le sue sorti possano cambiare, perché i tarantini credono e pretendono un futuro migliore, di certo diverso da quello promesso dai tanti politici che hanno depredato questa meravigliosa città e i suoi abitanti con promesse farlocche e mai mantenute.

 

Il video in cui Marescotti parla a Di Maio, riportato anche sul sito espresso.repubblica.it

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"Il ministro Di Maio ha dichiarato in un proprio videomessaggio dell'8 settembre scorso, che erano state installate tecnologie a Taranto che riducono del 20 per cento le emissioni nocive. Quelle tecnologie non sono mai state istallate. I dati delle centraline Ispra e Arpa parlano chiaro". Alessandro Marescotti, presidente di Peacelink, una delle 23 associazioni convocate il 24 aprile dal vice premier Luigi Di Maio, a Taranto per presiedere la riunione del Tavolo permanente del Contratto istituzionale di sviluppo (Cis), incalza il ministro del Lavoro sulla questione Ilva: "Quando annuncia una cosa come sicura, e questa non si verifica, diventa pubblicità ingannevole"

Il tutto racchiuso in una rilevate e semplice frase enunciata dal Prof. Marescotti che di seguito riportiamo: “Ministro mi guardi: non c’è il taglio delle emissioni che avevate promesso. Le tecnologie che avevate dichiarato di aver installato non sono mai state installate”. Una frase alla quale hanno fatto seguito una serie di numeri, circostanze, constatazioni che divengono dei veri e propri elementi che nessuna risposta di ministro può smentire. Dati pubblici, tratti dalla rete, elaborati grazie a un software (Omniscope) disponibile a tutti, ai quali nessuno ha potuto replicare.

Eleonora Boccuni

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