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Remo Bianco: al Museo del Novecento impronte di memoria

 rbianco tableauxFino al 6 ottobre al Museo del Novecento sarà ospitata la mostra: Remo Bianco. Le impronte della memoria

Curata da Lorella Giudici, la mostra ripercorre le fasi di vita e di lavoro dell'artista attraverso 70 opere e materiale d'archivio della Fondazione Remo Bianco

Nato a Milano nel 1922, Remo Bianco studiò presso l'Accademia di Brera dove conobbe Filippo de Pisis e si avvicinò al mondo dell'arte. "Si è formato nel dopoguerra alla scuola dello spazialismo milanese di Lucio Fontana e Carlo Cardazzo, e ne ha tratto una doppia di energia ed eclettismo. In una sola parola di libertà". Con queste parole lo definì in un 'intervista il critico d'arte Pierre Restany. Fu proprio Carlo Cardazzo a dare la possibilità a Remo Bianco di inaugurare la sua prima personale nel 1952 a Venezia. Tra i due nacque una bella collaborazione e furono molte le mostre personali organizzate nel corso degli anni presso la Galleria del Naviglio a Milano, tra cui possiamo citare la personale del 1965. In quell'occasione, per sponsorizzare l'evento furono affissi sui tram di Milano i manifesti della mostra con la raffigurazione dell'opera "Scusi signore..". Una tra le più famose, "Scusi Signore..." è un autoritratto di Remo Bianco con il dito puntato verso lo spettatore ed è uno dei cosiddetti quadri parlanti. Sul retro dell'opera difatti, veniva posizionato un altoparlante che si attivava non appena ci si avvicinava emettendo frasi o suoni.

In mostra, presenti anche diversi Collages e Tableaux Dorées. Appartenenti al periodo artistico dell'espressionismo astratto e ispirati all'opera di Jackson Pollock, che Remo conobbe durante un viaggio negli Stati Uniti, sono quadri in cui viene utilizzata la tecnica del dripping (ovvero lasciar sgocciolare sulla tela il colore). Nei Collages, l'opera originaria viene ritagliata in riquadri e ricomposta a crearne una nuova. I Tableaux Dorées, invece sono opere create utilizzando le foglie d'oro.

Tra il materiale d'archivio presente, manifesti, articoli di giornale e foto d'epoca. Alla fine della mostra si potrà acquistare anche il catalogo nel quale è riportata un'intervista a Marina Abramovic, che ebbe modo di conoscere Remo Bianco nel 1977.

Un'artista che ha utilizzato i più svariati materiali in una continua ricerca estetica durante la quale è stato in grado di creare opere capaci di lasciare una traccia indelebile nella memoria di chi le osserva. 

Remo Bianco. Le impronte della memoria.

Fino al 6 ottobre 2019

Museo del '900 - MM1 MM3 Duomo

Ingresso: € 10,00 intero, € 8,00 ridotto

Biglietto valido anche per la visita della collezione permanente

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