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Conciliare famiglia e lavoro: intervista ad una responsabile del personale

donna lavoroSiamo abituati a conoscere le aziende per i loro prodotti, le loro pubblicità che ci rimangono impresse o per le possibilità di carriera che possono offrire.

All'interno di queste aziende si cercano talenti, si tutelano le memorie storiche ma spesso viene dimenticato il vero motore di questo paese, ovvero le donne.

Quotidianamente, tante donne affrontano un viaggio per arrivare nella città dove lavorano, dopo aver incastrato orari, figli, genitori in puzzle frenetici, con pezzi a volte impossibili da sistemare.

Chi scrive ha visto donne lottare per avere la trasformazione di un contratto full time in par time, rinunciare alla crescita professionale per seguire meglio i propri figli, essere tagliate fuori dalle riunioni perché collocate in orari impossibili, oppure nello svilente scenario competitivo, aspettare la conclusione di una gara o di un progetto per mettere al mondo un figlio.

Fortunatamente, esistono anche storie diverse, vite di donne che riescono a superare tutto questo, e conciliare i lori impegni.

Oggi facciamo un’intervista a Daniela Bosio, responsabile dell’amministrazione del personale di un’azienda leader nel mondo del retail.

Iniziamo questo “viaggio” con Daniela.

1)Sig.ra Bosio: ha sempre trovato un equilibrio nella sua vita aziendale tra famiglia e carriera? Oppure ha dovuto mettere da parte in alcuni momenti uno dei due?

BOSIO: Trovare un buon equilibrio nel cosiddetto “Work Life Balance” è tutt'altro che scontato. Il mio percorso professionale nasce più di trent’anni fa ed allora questo concetto era lontano dalla nostra vita quotidiana.  La passione e la curiosità che metto nelle cose che faccio sono sempre state il motore che mi ha permesso di affrontare con energia e carica positiva anche le imprese più sfidanti come quella di conciliare la vita professionale con gli impegni familiari (e con figli piccoli da accudire e nessuno della famiglia vicino, vi assicuro che è tutt'altro che semplice). Non sono mancati momenti di sacrificio durante i quali il rischio di annullarsi come persona o di crollare sotto lo stress sono stati fortemente in agguato ed in quei casi è davvero importante cercare di ritagliare del tempo per se stessi proprio per concedersi lo spazio per rigenerarsi. Il senso del dovere è sicuramente segno di grande responsabilità ma se viene manifestato in maniera eccessiva può diventare un serio problema. Oggi il “Work Life Balance” è diventato un tema centrale fortemente sentito sia dalle aziende, diventate meno totalizzanti, che dai lavoratori, sempre più alla ricerca nelle scelte professionali di un giusto spazio da dedicare alla propria vita privata. Peccato non averne potuto beneficiare già da allora.

2) Sig.ra Bosio: Le aziende stanno dimostrando una crescente attenzione allo sviluppo delle proprie Risorse Umane, attraverso strumenti di conciliazione lavoro – famiglia, come lo smartworking.

Ci racconti come ne pensa di questo strumento e come potrebbe essere sviluppato per meglio conciliare la vita delle donne.

BOSIO: Lo smartworking è una modalità di lavorare in crescente espansione che risponde all'esigenza di creare un buon equilibrio tra vita lavorativa e vita personale. La chiave di successo di questa modalità sta nel modificare l’approccio nel rapporto responsabile-dipendente passando da “controllo” a “fiducia”: una vera rivoluzione rispetto a ciò che governava le generazioni precedenti. Inoltre, per attuare un cambio di tale portata, occorre sicuramente del tempo perché significa rivedere in toto l’organizzazione aziendale incluse le tecnologie utilizzate e la definizione degli spazi ma, soprattutto, mettere la persona al centro e far convergere gli obiettivi professionali del singolo con quelli generali dell’azienda. Credo che siano già stati fatti diversi passi in avanti in tal senso ma che ne occorrano ancora molti altri prima di arrivare ad avere uno smartworking a regime secondo il pieno significato del termine. In particolare per le donne, poter lavorare per obiettivi condivisi con il proprio responsabile organizzandoli con maggiore flessibilità nell'arco della giornata va oltre al semplice concetto di “lavorare un giorno da casa” che oggi trova applicazione. L’importante è comunque che le aziende abbiano colto l’opportunità, se non la necessità, di rinnovarsi per restare al passo con i tempi nella nuova concezione di “Work Life Balance”.

3)Sig. ra Bosio: si sente parlare sempre più spesso di Welfare Aziendale, ma è ancora poco applicato, quale sarà lo scenario futuro secondo lei e quali sono le azioni che si potrebbero fare per aiutare le donne nel mondo del lavoro?

BOSIO: La società sta mutando molto in questi anni  e tra invecchiamento della popolazione, crisi economico-finanziaria e famiglie disgregate, il Welfare Aziendale si pone come uno strumento alternativo al vecchio concetto di “Premio di Risultato” offrendo un concreto sostegno ai lavoratori attraverso la messa a disposizione di servizi diretti o rimborsi per servizi resi da enti convenzionati, a condizioni di maggiore convenienza per entrambe le parti, che possono andare dall'assistenza sanitaria al baby-sitting, dall'istruzione scolastica a piani pensionistici. Lo scenario che si prospetta è sicuramente quello di una crescita del Welfare Aziendale sia come cura del benessere dei dipendenti da parte delle aziende per favorire la conciliazione vita-lavoro che per la rilevanza sociale in termini di minor impatto sulla collettività rispetto agli interventi da attuare da parte dello Stato. Dal punto di vista della donna, ogni servizio offerto ad un prezzo accessibile che possa alleggerire il carico giornaliero nella gestione della famiglia e indubbiamente fonte di sollievo e…non ha prezzo!

Il nostro viaggio con Daniela è terminato.

Nel mondo attuale c’è una continua ricorsa nel far emergere il ruolo della donna e rivendicarne i diritti attraverso la legislazione europea e nazionale.

Occorre rivedere piuttosto i modelli aziendali e culturali, che andrebbero costruiti con maggiore responsabilità sociale. I risultati aziendali dipendono dal valore delle risorse umane e una maggiore attenzione verso questo capitale, porterebbero ulteriori benefici alle aziende e allo sviluppo del paese Italia.

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