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Diventare agricoltori: Partita Iva Agricola in regime di esonero

agricolturaAl giorno d'oggi sono sempre di più i giovani che pensano ad un'attività legata all'agricoltura o anche meno giovani che si sono stufati del classico lavoro d'ufficio in giacca e cravatta. In questa guida vi spieghiamo come iniziare dal basso per fare le cose in regola ed appropriarsi della propria vita lavorativa seguendo una passione agricola. Una volta poi che si è ben capito se il proprio percorso funziona si può passare ad uno step successivo ma avviare una piccola azienda agricola non è molto difficile e se si ha passione e voglia di metterci faccia e braccia, si possono ottenere risultati più che soddisfacenti.

Avviare una piccola azienda agricola non ha alcuna incompatibilità nel caso si voglia tenere anche il posto da dipendente presso un’azienda privata e se l'attività non è in concorrenza non è neppure obbligatorio comunicarlo al datore di lavoro. Vi consigliamo quindi di NON fare scelte azzardate. Il vantaggio di rimanere anche lavoratore dipendente full time è che non si ha l'obbligo a pagare i contributi INPS per la partita IVA essendo già coperti dal datore di lavoro in quanto il lavoro dipendente prevale rispetto a quello della azienda agricola. Se sei part time invece non hai questo vantaggio.  I dipendenti statali invece non possono avere più impieghi ma se si è  a part time si può chiedere all’amministrazione pubblica un’autorizzazione per esercitare altra attività.

Cambiare modo di vedere il lavoro è fondamentale e se non si ambisce solo al classico "posto fisso" si possono ottenere sicure soddisfazioni e trasformare il proprio hobby agricolo, che sia la coltivazione della terra, l'apicoltura o l'allevamento di animali, in una piccola rendita. Senti che è  giunto il momento di realizzare il tuo sogno agricolo? Ecco i passaggi fondamentali per chi parte da zero:

  • associarsi all’associazione di categoria sul territorio
  • aprire una partita iva in regime di esonero
  • nel caso di apicoltura compilare i moduli da inviare via fax all’asl per attivare un vano tecnico polifunzionale (non laboratorio di smelatura) e avvisare l’asl prima di ogni operazione di smielatura
  • detenere un libro dei corrispettivi per le vendite e uno per gli acquisti di materiale

IMPRENDITORE AGRICOLO, CHI E'?

L'articolo 2135 del codice civile italiano definisce imprenditore agricolo: «.. colui che esercita un'attività diretta alla coltivazione del fondo, alla selvicoltura, all'allevamento di bestiame e attività connesse. Si reputano connesse le attività dirette alla trasformazione o all'alienazione dei prodotti agricoli, quando rientrano nell'esercizio normale dell'agricoltura.» Per effettuare un'attività agricola  è necessario essere titolare di partita IVA che può essere aperta in regime di esonero (codice ATECO 01 agricoltura).

Le imprese agricole usufruiscono di alcune agevolazioni e benefici fiscali: prima fra tutte, la possibilità di aderire al “regime fiscale di esonero“, uno speciale regime dedicato agli imprenditori agricoli che hanno questi requisiti: non superare i 7.000 euro annui di fatturato rappresentato da attività di vendita di prodotti agricoli e ittici per almeno due terzi del fatturato. Con il regime di esonero NON si possono vendere i prodotti online ma solo sul territorio con il vantaggio di  NON dovere emettere le fatture e NON presentare la dichiarazione dei redditi. E' necessario invece conservare un registro con le fatture di acquisto di beni o servizi e le autofatture nel caso si venda a negozianti. L’agricoltore cedente ha l’obbligo di conservare l’autofattura emessa dal committente e ha il beneficio di “trattenere” l’iva indicata nell’autofattura, essendo esonerato dall’obbligo di versamento.

E' assolutamente obbligatorio rimanere nel limite di 7000 euro e quello di 1/3; nel caso in cui lo si superasse l’imprenditore agricolo non può più aderire al regime di esonero ma può optare per il regime semplificato o per il regime ordinario. Nel caso dell'apicoltura non si possono superare le 50 arnie in produzione.

Quanto costa?

Pensando alla burocrazia che ben sappiamo quanto pesi in Italia su qualsiasi attività iniziano a tremarci le gambe ma sbagliamo: in questo caso possiamo invece ritenerci molto fortunati, aprire una partita iva agricola in regime di esonero non costa nulla. Riepilogando infatti i concetti espressi in precedenza, non vi alcun obbligo di tenere una contabilità specifica come non sussiste obbligo di effettuare fatture, scontrini o ricevute fiscali, non è necessario nemmeno fare la dichiarazione dei redditi e nemmeno pagare l’IVA, come non è necessaria l'iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio. Solo nel caso si voglia vendere al dettaglio i propri prodotti agricoli  è necessario iscriversi al registro delle imprese nella Sezione Speciale per un costo di circa 60 euro annui. Per quanto riguarda l’IRPEF invece, la ditta individuale agricola è tassata sempre sulla base della rendita catastale del terreno e non sul proprio fatturato, qualunque sia il regime fiscale di appartenenza. Se si possiede un terreno sarà quindi necessario, quando si effettua la propria dichiarazione dei redditi,  compilare il quadro RA – redditi dei terreni. Se non si hanno altri lavori sarà anche necessario pagare i propri contributi INPS che serviranno a maturare la propria pensione e in questo caso il costo annuale INPS é pari a circa 1.500 euro.

Aprire la partita IVA agricola  è semplicissimo e sono necessari solo carta di identità, codice fiscale e nel caso di possesso di un terreno la visura e il titolo di possesso dello stesso. Si può effettuare l'apertura gratuitamente presso l'Agenzia delle Entrate e successivamente all’INPS per l’apertura della posizione pensionistica. E' possibile effettuare l'apertura anche tramite l'associazione di categoria dove si è iscritti che vi chiederà un rimborso spese pari a circa 30 euro. Un'altra possibilità (e quella che vi consigliamo vivamente) è online tramite il servizio delle Camere di Commercio ComUnica. Tramite il servizio informatico ComUnica si possono assolvere a tutti gli adempimenti per l'avvio di un'impresa e per le successive modifiche o cancellazioni..

Se l'attività non va bene si può procedere alla chiusura della partita IVA agricola anche in questo caso senza costi di chiusura.

Prima di partire ricordatevi però che la terra è bassa. Ora che ne sapete di più, buona agricoltura a tutti.

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