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Milano come Los Angeles: quanti quartieri in mano alla malavita?

  • Gaetano Tirloni

sgombero via martirano milanoMolti, quando parlano di delinquenza, fanno riferimento a New York, soprattutto riferendosi agli otto anni di governo di Giuliani, quando la malavita venne messa alle corde. 

Ma pochi sanno che è Los Angeles la capitale Usa dei fuorilegge, ove operano centinaia di bande e la polizia spesso alza bandiera bianca. Non è un mistero che gli arresti nella metropoli californiana avvengono sempre di notte, perché alla luce del sole le forze dell'ordine troverebbero un'accanita resistenza, con pericolosissimi conflitti a fuoco. 

L'omertà è diffusissima e i ricatti contro i poliziotti raggiungono numeri sconcertanti. Gira voce - che ovviamente nessuno conferma ma neppure smentisce - che i capi delle gang sono intoccabili: se venissero uccisi o anche soltanto feriti, l'agente responsabile di tale atto subirebbe la medesima sorte; e non soltanto lui: la ritorsione si applicherebbe pure nei confronti dei suoi famigliari. Così a cadere sotto i colpi delle mitragliette sono soltanto i gregari.

E a Milano come stiamo? Anche se non è possibile paragonare la nostra città a quella statunitense, spesso le nostre forze dell'ordine hanno le mani legate e si dimostrano restie nell'uso della forza legittima per timore di provvedimenti giudiziari, anche se non è escluso che i boss delle varie mafie incutano un certo timore. 

Nonostante il silenzio dei media - assordante -, anche a Milano interi rioni sono tabù per polizia e carabinieri. Le volanti girano alla larga da certi segmenti di via Padova, del Giambellino, di via Gola e dintorni, dal Corvetto, dell'Ortica, da piazza Prealpi, Quarto Oggiaro, i dedali che cingono le vie Dolci e Civitali….

L'unico quartiere popolare in cui le pantere e le gazzelle circolano agevolmente è la Barona, solo marginalmente infettato dalla violenza di bande extracomunitarie.

A Milano i cittadini - a differenza della capitale californiana - non formano comitati di autodifesa. Restano quasi passivi dinanzi alla crescente invivibilità ma l'egoismo è il miglior incentivo per favorire i soprusi. Nemmeno la Mecca del cinema può ritenersi al sicuro nonostante le centinaia di guardie private assoldate per la difesa del suo perimetro.

Senza sicurezza la vita diventa un inferno. 

Gaetano Tirloni

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