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Sciopero mondiale per il clima Venerdì 27 settembre 2019

ciclone pixabayVenerdì 27 settembre 2019 ci sarà lo sciopero mondiale per il clima, una giornata che vuole sottolineare una nuova consapevolezza per le problematiche ambientali che vuole creare una cultura di impegno quotidiano a vivere il più possibile sostenibile.

Oggi 20 settembre e il prossimo 27 settembre 2019 si terranno due manifestazioni organizzate a livello globale (il 20 nel mondo, il 27 in Italia e Paesi Bassi) per implorare la fine dell’epoca dei combustibili fossili ed esigere “giustizia climatica” per tutti gli abitanti del pianeta.

Il progetto si chiama #FridaysForFuture e, dal 20 al 27 Settembre, in tantissimi scenderanno nelle piazze di tutto il mondo per gridare a gran voce che la crisi climatica sta arrivando e che bisogna far il possibile per fermarla.  Non c’è proprio più tempo ormai da perdere ed è assolutamente necessario prendere un impegno concreto per scongiurare le conseguenze del riscaldamento climatico.

Il sindaco di New York Bill de Blasio ha annunciato che gli alunni delle scuole pubbliche potranno saltare le lezioni senza subire sanzioni disciplinari per partecipare appunto all'evento contro i cambiamenti climatici che si terrà nella Grande Mela a tre giorni dall’atteso summit sul clima delle Nazioni Unite (lunedì 23 settembre).

Una mobilitazione globale che si svolge in 139 Paesi del mondo e che si augura di far muovere i governi mondiali che devono prendere decisioni coraggiose. 

Il senatore Franco Mirabelli, Vicepresidente del Gruppo PD al Senato, intervenendo a Radio Lombardia, ha annunciato che “Il decreto sulla green economy si farà e sarà uno degli elementi qualificanti di questo Governo. Non servono soldi per farlo ma interventi sulla fiscalità: serve mettere i cittadini nelle condizioni di usare le buone pratiche, ad esempio rendere gli edifici ecocompatibili, diminuire la dispersione energetica, utilizzare le energie alternative per il riscaldamento, favorire chi compra le auto ibride. Questo è ciò che dobbiamo fare, anche perché può produrre un’economia e posti di lavoro. Il tutto vuol dire avviare l’innovazione di un sistema e, quindi, dare possibilità di creare lavoro”.

Anche Milano partecipa a questo evento con la Climate Action Week promossa da Fridays For Future Milano.

Luoghi e orari di tutti gli eventi a Milano


Venerdì 20 settembre
ore 11.00, piazza della Scala: presidio Fridays for Future e, a seguire, Medicine for Muture (yoga e nutrizione per l'ambiente).
ore 16.00, luogo segreto: Flash Mob per attirare l'attenzione sull'emergenza climatica.
ore 20.45, Università degli Studi di Milano (Aula 102, via Festa del Perdono): Quali orizzonti per il nostro pianeta?, dialogo con attivisti e attiviste di Fridays for Future con chi tutti i giorni si sta impegnando per fermare i cambiamenti climatici.

Sabato 21 settembre
ore 16.00, piazza Baiamonti (area ex Tamoil): guerrilla gardening con il comitato Baiamonti Verde Comune e, a seguire, assemblea pubblica.

Domenica 22 settembre
ore 15.30, largo Cairoli: Bike Strike for the Future, biciclettata per le vie di Milano in occasione del World Car Free Day.

Lunedì 23 settembre
ore 18.30, Casa per la Pace: No Meat Day, una giornata senza mangiare carne per salvare il pianeta.

Martedì 24 settembre
ore 16.30, Città Studi (Aula 200, via Celoria 20): Cambiamento climatico e trasizione energetica: modificare il nostro modo di produrre e consumare l'energia per affrontare la crisi climatica, conferenza.

Giovedì 25 settembre
ore 13.00, piazza della Scala: Milano Beach 2030, flash mob (L'innalzamento dei mari porterà la spiaggia a Milano?)

Venerdì 26 settembre
ore 15.00, centro sociale Lambretta: preparazione di materiali e risciò per il terzo Sciopero Globale per il Clima.
ore 16.00, parco di Porta Venezia: preparazione dei cartelli per il terzo Sciopero Globale per il Clima.

Sabato 27 settembre
ore 9.30, largo Cairoli: Sciopero Globale per il Clima, con corteo.
ore 18.30, largo Cairoli: Milano Strikes for the Planet 3.0, manifestazione per il clima.

“Non vorrei che il Fridays For Future apparisse come una giornata celebrativa internazionale come avviene per altre tematiche. Il movimento che scende in piazza oggi è importante perché sottolinea una questione di cui dobbiamo prendere atto tutti: i cambiamenti climatici ormai sono evidenti e anche notizie come quella dello scioglimento dei ghiacciai, ma siamo di fronte ad una situazione che rischia di diventare irreversibile e compromettere il Pianeta e, quindi, abbiamo bisogno di agire subito. All’ONU quasi tutti i Paesi hanno preso impegni su questo fronte e questo significa cambiare i comportamenti e cambiare il modo di produrre. Si tratta anche di un’opportunità perché vuol dire innovare e, quindi, realizzare posti di lavoro nuovi per produrre in un altro modo e per risanare il nostro territorio e per cambiare le nostre abitazioni, il modo di riscaldare, le nostre auto che inquinano. Abbiamo bisogno di fare cose diverse da ciò che facciamo, efficientare, usare l’energia rinnovabile e questo implica lavoro”. Lo ha detto il senatore Franco Mirabelli, Vicepresidente del Gruppo PD al Senato e membro della Commissione Ambiente, intervenendo in Tv a 7Gold.

“La missione di Greta Thunberg non è quella di essere simpatica né quella di essere educata. Questa ragazza ha dato un pugno allo stomaco al mondo dicendo esattamente che la nostra generazione ha dilapidato le risorse e sta creando una situazione per cui si rischia che ci sia un’irreversibile perdita delle condizioni di vita del Pianeta e dunque si deve intervenire. – ha proseguito Mirabelli - C’è una generazione che chiede di avere diritto al futuro e dice che servono iniziative concrete e che ci sia la consapevolezza da parte dei potenti che il tema non può essere quello di lucrare il più possibile oggi ma di salvaguardare un Pianeta che va lasciato a disposizione delle prossime generazioni. Se i ghiacciai crollano, il Polo si scioglie e la foresta amazzonica brucia, non ci sono più le condizioni per la vita nel Pianeta. Noi dobbiamo avere una responsabilità e a questo ci richiamano i giovani”.

“Queste cose vanno poi tradotte in azioni concrete. – ha concluso il senatore - C’è un tema che riguarda tutti gli edifici pubblici che sono dispersivi dal punto di vista del calore, richiedono molta energia per essere riscaldati e, quindi, sono fattori di inquinamento. Su questo bisogna intervenire. I bonus che sono stati fatti in questi anni per agevolare le ristrutturazioni edilizie volte all’efficientamento energetico e al riuso andavano in questa direzione e andranno implementati”.

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