I nuovi poveri che nessuno ascolta

  • Gaetano Tirloni

dito indice pixabayLa globalizzazione e l’introduzione dell’euro hanno generato nuovi poveri, di cui pochi parlano. Ed essi non sono certo gli immigrati, perpetuamente all’attenzione di politica e media.

Le categorie a rischio povertà

Quattro sono le categorie a rischio: i dipendenti a reddito fisso che han visto scemare il loro potere d'acquisto, gli anziani che percepiscono pensioni troppo basse, i lavoratori precari o flessibili e le famiglie numerose.

Nel primo cerchio siedono coloro che con l'introduzione della moneta unica europea si sono visti dimezzare le loro possibilità di spesa. Solo i liberi professionisti, e in parte i commercianti e gli artigiani, han rimediato al colpo basso delle istituzioni europee, al servizio della Germania e della Francia. Se fino al 2002 con due milioni al mese una famiglia viveva dignitosamente, a partire da tale data possiamo considerare uno stipendio di 2.000 euro da fame.

Stesso discorso (e forse più grave) per le pensioni. Scomparsa la scala mobile - che a detta dei soloni dell’economia generava inflazione - , le mensilità dei "capelli bianchi" sono rimaste praticamente immobili (con aumenti ridicoli, se volete) per decenni. Ma il caro vita, nel frattempo, è continuato e i poveri pensionati devono - per arrivare a fine mese - osservare una dieta (passatemi l’eufemismo) obbligata e per nulla salutare.

Veniamo ai lavoratori qualificati al minimo. Per effetto di una concorrenza abilmente pilotata dai poteri forti e generata da un’immigrazione selvaggia, si son visti scippare il posto fisso; tra l’indifferenza dei sindacati, completamente asserviti al potere. Vivono (sarebbe meglio scrivere : vivacchiano) alla giornata, tra preoccupazioni costanti e ricatti.

Una volta le famiglie numerose venivano considerate benedette da Dio; ora, dal punto di vista economico, le si considera maledette. Si parla tanto di natalità zero, ma i governanti cosa fanno per incentivare nuove nascite? Una famiglia con tre, quattro figli come campa? Chiedendo l’elemosina, visto che le risorse dei servizi sociali vanno tutte agli immigrati.

La nostra società è costruita sull’egoismo esasperato e resta aperta soltanto per i desideri di un drappello di benestanti annoiati e prepotenti.

Sarebbe conveniente che il binocolo del governo rintracci le categorie davvero bisognose e mica quelle alla ribalta per convenienze meschine e politiche deteriori.

Gaetano Tirloni

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