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66/67: un reading poetico/musicale di Alessio Boni e Omar Pedrini

  • Mariella Bussolati

boni pedrini 66 67 ph sabrina cirillo web csUn progetto d'intreccio musicale e teatrale, una formula che già per la sua novità può interessare. 66/67 è nato dal sodalizio artistico tra l’attore Alessio Boni e il cantautore Omar Pedrini, membro dei Timoria. In scena anche Larry Mancini (voce e basso), Carlo Poddighe (voce, chitarra e tastiere), Stefano Malchiodi (batteria). I testi sono di Alessio Boni e Nina Verdelli.

66/67 sono le date di nascita dei due protagonisti Oscar Pedrini, classe 1967 e Alessio Bruni, classe 1966. E lo spettacolo parte da quegli anni, in realtà dal 1963, e arriva fino al 2003, compiendo una carrellata tra i più grandi successi che hanno accompagnato le generazioni.
Il tema non è indifferente. Che tra la metà degli anni Sessanta sia successo qualcosa di grosso in ambito musicale è cosa nota. E' stata una rivoluzione che ha convolto menti e parole, che ha inondato di poesia la vita di molte persone portando a cambiare il modo di pensare, ma anche di agire. Un momento in cui, proprio come adesso, con il movimento di Fridays for future che lotta contro il cambiamento climatico, i giovani sono saliti prepotentemente su una ribalta alla quale non avevano mai avuto accesso.
Ma la maggior parte dei grandi successi sono in inglese, e non sempre, neppure quelli che li hanno cantati a squarciagola, hanno compreso pienamente la potenza dei testi. Per questo motivo alle canzoni suonate e cantate da Pedrini e dalla sua band, fa eco la voce recitante di Boni, che provvede a tradurre le parole e a ridare loro il giusto peso. Di più. Avrebbe infatti potuto limitarsi solo a una traduzione ma non lo è. Ogni canzone viene presentata da una serie di aneddoti che riguardano la band, o la sua composizione, che arricchiscono anche chi in realtà conosceva ogni parola. Scopriremo dunque cosa fece Bob Dylan prima di comporre Blowing in the wind, come si erano conosciuti da piccolissimi Simon e Garfunkel, i drammi di Lennon, abbandonato dai genitori, ma anche da quale incredibile ambiente di arte, droga, sesso esce Walk on the wildside di Lou Reed. Il finale è dedicato all'unica grande presenza italiana: Giorgio Gaber.
Non vi aspettate di vedere facce giovani: il pubblico è composto più da nostalgici che curiosi, ma al bis, chiesto dalla platea, di Heroes di David Bowie tutti si alzano in piedi, ballano e sembrano avere di nuovo vent'anni.


Teatro Menotti

Via Ciro Menotti, 11 Milano

Dall' 1 al 3 ottobre

Orari: Martedì, giovedì e venerdì ore 20.30 Mercoledì e sabato ore 19.30 (salvo diverse indicazioni) Domenica ore 16.30

Prezzi: Intero - 30.00 € + 2.00 € prevendita
Ridotto over 65/under 14 - 15.00 € + 1.50 € prevendita

Info e prenotazioni: tel. 02/36592544

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