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Le mostre di ottobre a Palazzo Reale

Palazzo Reale è sempre la sede museale e di mostre preferita dai milanesi e dai turisti. Ottobre è appena iniziato. Cosa offrono le sale dell’antica dimora affacciata su Piazza Duomo in questo mese? Andiamo a scoprirlo

schermata 2019 10 04 alle 07.30.30 minDe Chirico

Dal 25 settembre 2019 al 19 gennaio 2020, una grande retrospettiva è dedicata a uno dei geni della Pittura novecentesca italiana. Giorgio De Chirico (Volos, 1888 – Roma, 1976) fu inventore instancabile, sperimentatore e raffinato cultore dell’Arte classica e del Trecento italiano, tanto da trasporre queste sue passioni nella sua Pittura, che mai fu realismo puro, bensì superamento dei limiti del tangibile, oltre la Natura umana e il dato concretamente visibile: Metafisica, dal significato greco del termine, “oltre la Physis”, la Forma che coglie il nostro occhio. Attraverso capolavori provenienti da vari musei del Mondo, dal MART di Rovereto al Museo del Novecento di Milano, dal Metropolitan di New York alla Tate di Londra, la mostra si articola come un percorso all'interno della Pittura di De Chirico, dalla passione per l’Antico all'ammirazione per la figura materna, fino alla nascita della Metafisica, che, insieme all'amico De Pisis, lo rese famoso a livello mondiale e che influenzò, successivamente, generazioni di artisti, da Dalì a Magritte e ai Surrealisti.

I Preraffaelliti

C’è tempo fino a domenica 6 ottobre per visitare la mostra dedicata ai Preraffaelliti, la prima vera avanguardia nell'Arte inglese, che attraversò l’intera età vittoriana e che toccò, molto da vicino, i fenomeni rivoluzionari del 1848 e la nascita della civiltà industriale. I Preraffaelliti furono, a loro modo, romantici, nello stile e nella scelta dei temi, sin dai loro esordi alla Royal Academy, quando i giovani Dante Gabriel Rossetti, Ford Madox Brown, John Everett Millais e altri, crearono quella che venne chiamata “confraternita dei Preraffaelliti”, in omaggio al Medioevo toscano, da loro amato a tal punto da dare nome al gruppo. La loro fonte d’ispirazione furono i pittori del Trecento, da Giotto a Simone Martini, ma anche quattrocenteschi prima dell’avvento del Rinascimento, come Beato Angelico. Anche nei temi furono romantici, e l’Amore è uno dei loro prediletti, ma seppero affrontarli anche con la verve ironica con cui camuffarono il presente vestendolo da passato, come provano le opere dedicate alla bellezza femminile, estetizzanti ma anche velata allusione alla mancanza di diritti per le donne. Attraverso ottanta dipinti e disegni provenienti dalla Tate Gallery di Londra, dall'Ofelia di Millais alla Beata Beatrix di Rossetti, fino alla già simbolista e quasi impressionista Dama di Shalott di Waterhouse, la mostra intende spiegare quanto questo movimento contribuì alla liberazione dell’Arte inglese dalle convenzioni ancora settecentesche e dagli insegnamenti accademici.

Guggenheim. La collezione Tannhauser

Dal 17 ottobre 2019 al 1 marzo 2020, Palazzo Reale ospiterà una cinquantina di opere provenienti dal celebre museo di New York. La collezione venne raccolta da Justin Tannhauser e donata, nel 1963, al Guggenheim Museum. Si tratta di un corpus di opere in prevalenza degli Impressionisti, ma anche di Van Gogh e di Picasso. É la prima volta che la collezione varca l’Oceano per una serie di mostre itineranti: Milano è la tappa conclusiva, dopo Bilbao e Aix-en-Provence, di questa mostra unica nel suo genere, per la qualità degli artisti rappresentati, e rara, in quanto le opere della collezione sono sempre state visibili solo a New York. Un vero gioiello per un museo, come il Guggenheim, votato all’Arte post-anni ’50, dall'Informale al Concettuale!

Il Cenacolo. Ispirazione senza tempo

Dall'8 ottobre al 17 novembre 2019, a ingresso gratuito, si terrà un'altra mostra-evento dedicata ai 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, attraverso un raffronto tra un arazzo e un film, entrambi dedicati alla famosa opera del genio fiorentino nel monastero di Santa Maria delle Grazie. Nella Sala delle Cariatidi, troneggia l’arazzo che riproduce l’Ultima Cena di Leonardo e oggi custodito ai Musei Vaticani. Fu commissionato da Francesco I di Francia e dalla madre Luisa di Savoia e tessuto nelle Fiandre su cartone di un artista molto probabilmente lombardo: per questo motivo l’arazzo fu molto importante per la diffusione del culto di Leonardo in Francia. Il film è un tableau vivant di nove minuti, con la regia di Armando Linus Acosta e, tra gli attori, Vittorio Storaro, Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, che riproduce, con gli schemi tipici della multimedialità tipica del cinema e dell’audiovideo, la bellezza e la grandiosità di un capolavoro dell’Arte mondiale.

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