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Patagonia, non solo vestiti tecnici: una nuova piattaforma per chi lotta per l'ambiente

  • Mariella Bussolati

patagonia climate campAbbiamo perso troppo tempo, dice il climatologo Luca Mercalli, intervenuto a Base, Milano, alla presentazione di Patagonia Action Work.

Dagli anni Settanta gli scienziati avevano lanciato l'allarme: l'anidride carbonica stava già crescendo e avevano già capito che questo avrebbe portato al riscaldamento del pianeta. Non è cambiato nulla e il risultato lo conosciamo bene: gli scorsi giugno e luglio sono stati i mesi più caldi della storia del Pianeta. 

Negli stessi anni Yvon Chouinard, imprenditore statunitense, ma non il classico businessman, alpinista e tra i promotori del climbing sulla montagna di Yosemite, fonda Patagonia,  abbigliamento high tech ma anche esteticamente molto apprezzabile, per sportivi. La missione aziendale, da subito, guarda alla protezione dell'ambiente: produrre facendo il minor danno. Da subito prende un impegno, facendo partire campagne per la protezione dell'area di Yosemite, o contro l'innalzamento di dighe, o il cuore blu, le acque, europee, finanziando film come Artifishal, dedicato ai salmoni selvatici,  o Jumbo Wild, contro lo sviluppo edile in British Columbia, e l'1 per cento dei suoi introiti va già a chi tutela l'ambiente e  100 milioni di dollari hanno già raggiunto migliaia di gruppi.

Nel 2019 però Chouinard, ormai ottantenne, ha deciso di cambiare e andare oltre: la missione è diventata salvare il pianeta. Per questo motivo è stata lanciata una piattaforma digitale, Patagonia Action Works che punta a fare in modo che le persone che stanno lottando contro i cambiamenti climatici possano trovare il modo di organizzarsi. In particolare possono creare eventi e pubblicizzarli, far firmare petizioni, ricevere donazioni, attivare un volontariato professionale specifico, e avere una amplificazione sui social grazie alla potenza comunicativa di Patagonia. Negli Usa, dove è partita nel 2018, stanno già partecipando 500 mila persone. 

Le minacce in corso in questo momento sono ormai senza precedenti. E cresce la domanda da parte del pubblico di intervenire. Purtroppo, come dice Mihela Hladin Wolfe, direttore delle iniziative ambientali  “abbiamo perso fiducia nei leader mondiali, e il pubblico vuole sapere cosa fare in pratica”. La piattaforma viene incontro a questa domanda e permette di agire in prima persona, orientando chi non è abituato all'azione diretta e fornendo informazioni su quello che si sta muovendo in questo momento.

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