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Cambiamenti climatici: Rischi per Salute e Aziende

ambiente energiaQuando si sente parlare di cambiamenti climatici spesso si sottovaluta la problematica come qualcosa più grande di noi per la quale non possiamo farci molto. E' proprio così e quali sono gli effetti più evidenti dei cambiamenti climatici?

Innanzitutto questa tipologia di rischio, anche se accentuata in alcune zone del mondo, riguarda proprio ogni angolo del globo partendo dalle calotte polari che stanno via via assottigliandosi facendo innalzare il livello dei mari in modo preoccupante, si stanno verificando fenomeni meteorologici estremi e situazioni di precipitazioni abbondanti o siccità senza precedenti. 

Secondo diversi studi del Wwf, tutta la Penisola italiana è ad alto rischio di scarsità di acqua, alluvioni o acque non utilizzabili causa inquinamento. Sempre secondo il Wwf e altre organizzazioni come Eeb e Wetland International, senza una piena applicazione della Direttiva quadro sulle acque (2000/60/CE) diventerà impossibile per i governi nazionali assicurare l'approvvigionamento idrico necessario ai cittadini e alle attività economiche. 

Il V Rapporto della Commissione UE relativo a “Attuazione della Direttiva quadro sulle acque (2000/60/CE) e della Direttiva Alluvioni (2007/60CE)” evidenzia come gli Stati membri manchino ai propri impegni in attuazione delle normative europee, mettendo a rischio la disponibilità d’acqua per la natura e per le persone.

Gli scienziati prevedono che il clima globale continuerà a cambiare nel corso di questo secolo e oltre principalmente a causa dalla quantità di gas che intrappolano il calore emessi a livello globale. Ridurre le emissioni di COrisulta quindi uno degli obiettivi principali da perseguire.

Cos'è il CO₂? 

L'anidride carbonica (CO₂) è un gas incolore e inodore che è un componente naturale della nostra aria e costituisce parte del ciclo del carbonio.  

Attraverso la decomposizione della materia organica, il CO₂ viene rilasciato nell'atmosfera come parte di questo processo naturale e allo stesso tempo, la fotosintesi clorofilliana delle piante aiuta a ridurre significativamente la CO₂ atmosferica. Le fonti antropogeniche (di origine umana) di biossido di carbonio riguardano principalmente i processi di combustione dei combustibili fossili.  Il CO₂ è un prodotto finale inerte che si accumula nell'atmosfera ed è in costante scambio con la biosfera e gli oceani.  L'anidride carbonica reagisce con l'acqua per formare acido carbonico o carbonato di idrogeno, il che porta a un cambiamento nel valore del pH, ovvero l'acidità dell'acqua.

L’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici del 2015, gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e la relazione speciale del gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (ottobre 2018) chiedono un intervento rapido e decisivo per ridurre le emissioni di gas a effetto serra (GES) e creare un’economia a basse emissioni di carbonio e resiliente ai cambiamenti climatici. L’UE ha concordato obiettivi ambiziosi per il 2030 che riguardano la riduzione delle emissioni di GES, l’energia rinnovabile e l’efficienza energetica e ha approvato norme sulle emissioni di GES dovute all’uso del suolo e definito obiettivi in materia di emissioni per le autovetture e i veicoli commerciali leggeri. Nel novembre 2018 la Commissione ha pubblicato la propria visione strategica a lungo termine per realizzare entro il 2050 un’economia prospera, moderna, competitiva e climaticamente neutra, tramite l'azzeramento delle emissioni nette di gas a effetto serra, da conseguirsi entro il 2050. A dicembre la Conferenza ONU sul Clima (COP24), svoltasi a Katowice, ha ribadito la necessità di procedere nell’attuazione dell’Accordo di Parigi, con la predisposizione di una serie di norme tecniche volte a limitare l’aumento della temperatura globale entro gli 1,5°C.

I maggiori rischi naturali

  • ondate di calore
  • piogge torrenziali
  • straripamento di corsi d’acqua
  • tempeste di vento
  • frane
  • siccità
  • incendi boschivi
  • valanghe
  • grandinate
  • mareggiate

Cosa dobbiamo aspettarci

Come già detto, si evidenzia un surriscaldamento generale del globo terrestre che sta provocando un progressivo scioglimento delle calotte polari e dei ghiacciai. Ciò causa:

  • intensificazione dei fenomeni metereologici estremi (ondate di calore e forti precipitazioni) nei prossimi decenni.
  • aumento delle temperature massime e delle minime.
  • scioglimento dei ghiacci e innalzamento dei mari che causerà alluvioni e fenomeni di erosione lungo le regioni costiere basse.
  • peggioramento della qualità dell'acqua, e in alcune regioni anche la progressiva carenza di risorse idriche.
  • si prevede che le temperature estive continueranno a salire mentre si assisterà ad una riduzione dell'umidità del suolo
  • temperature oceaniche più elevate.
  • le grandi inondazioni che finora hanno colpito alcune città costiere e le isole una volta ogni 100 anni potrebbero diventare entro il 2050 eventi annuali, secondo l’Ipcc (Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico). Se le emissioni continuassero ad aumentare, i livelli globali del mare potrebbero crescere di oltre un metro entro la fine di questo secolo, circa il 12% in più rispetto al gruppo stimato nel 2013, provocando danni enormi all’approvvigionamento idrico e alla pesca.

Rischi per la salute umana

I cambiamenti climatici stanno già causando vari impatti sulla salute umana e tra le conseguenze indirette abbiamo:

  • aumento di decessi dovuti ad improvvise ondate di calore o a freddo intenso.
  • malattie connesse ad utilizzo di acqua contaminata a causa di eventi atmosferici, crescente diffusione di parassiti e agenti patogeni.
  • aumento della fame e delle crisi idriche, specialmente nei paesi in via di sviluppo
  • perdita di biodiversità a causa della limitata adattabilità e velocità di adattabilità della flora e della fauna
  • acidificazione degli oceani dovuta all'aumento delle concentrazioni di HCO3 nell'acqua a seguito di maggiori concentrazioni di CO₂

I costi per le aziende e il mondo economico

I rischi dei cambiamenti climatici impatteranno molto presto sui bilanci delle aziende e spesso ancora non si prende in considerazione con la stessa consapevolezza l'impatto del climate change sull'economia. Occorre accrescere una coscienza in grado di traghettare le aziende verso un'economia per il raggiungimento di uno sviluppo sostenibile o le implicazioni economiche della gestione dei danni secondari legati ai cambiamenti climatici saranno devastanti.  

Molti sono i settori economici (es. agricoltura, energia, turismo) che sono in forte correlazione con il cambiamento climatico e pagheranno alti costi per danni alle infrastrutture, al business o alla salute umana.

Le imprese e gli enti finanziari hanno un ruolo determinante da svolgere nella transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio e resiliente ai cambiamenti climatici.

Hans Bruyninckx, Direttore esecutivo dell’Agenzia europea dell’ambiente: "La portata della devastazione causata dagli incendi boschivi, dalle alluvioni e dalle mareggiate in Europa e nel mondo dimostra che i costi dell’inerzia sul fronte dei cambiamenti climatici e delle strategie e piani di adattamento e prevenzione sono estremamente alti".

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