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Rischio idrogeologico: cos'è e quali sono le zone meno sicure

rischio idrogeologico pixabayIl rischio idrogeologico fa riferimento al pericolo dovuto a particolari condizioni atmosferiche metereologiche che legate a particolari aspetti geologici e geomorfologici del territorio, possono causare problematiche all'incolumità della popolazione e danni a stabili, servizi e attività su un dato territorio. 

La pericolosità di un evento idrogeologico è strettamente collegata al sistema sociale e alla popolazione vittima dello stesso. Il rischio idrogeologico è un pericolo naturale che si può verificare con frane o inondazioni lente e veloci.

Il rischio idrogeologico è assieme al rischio sismico e al rischio vulcanico uno dei maggiori rischi ambientali con significativi impatti sulla vita e sulle attività umane. In Italia risultano a rischio idrogeologico diversi comuni abitati e per questo è bene conoscere quali sono i rischi della propria zona e come comportarsi.  Nell’ambito del rischio meteo-idrogeologico e idraulico rientrano gli effetti sul territorio determinati da “condizioni meteorologiche avverse” e dall’azione delle acque in generale, siano esse superficiali, in forma liquida o solida, o sotterranee.

Le manifestazioni più tipiche di questa tipologia di fenomeni sono forti temporali, venti e mareggiate, nebbia, neve e gelate, ondate di calore, frane, alluvioni, erosioni costiere, subsidenze e valanghe.

Comuni a rischio idrogeologico in Italia: il rapporto dell’Ispra

I dati che vengono pubblicati dall’Istituto Superiore per la Protezione Ambientale (Ispra) che riguardano la nostra penisola sono piuttosto allarmanti: secondo l'ultimo Rapporto sul dissesto idrogeologico 2018 dell’Ispra, il 91% dei comuni italiani si trova in zone a rischio idrogeologico.

Tra le regioni italiane censite con un rischio idrogeologico particolarmente elevato abbiamo la Valle d’Aosta, la Liguria, l’Emilia Romagna, l’Umbria, la Toscana, le Marche, il Molise, la Basilicata e la Calabria ma anche nelle altre regioni italiane vi sono diversi comuni a rischio. Se nelle aree montuose il pericolo maggiore è rappresentato dalle frane, in pianura è il rischio di alluvioni a farla da padrone. Tra le regioni più a rischio di frana vi è la Valle d’Aosta, il Molise e la Campania, mentre per le alluvioni abbiamo Emilia Romagna, Toscana e Lombardia.

RISCHIO ALLUVIONE
Le caratteristiche morfologiche del territorio italiano, in cui spazi e distanze concessi al reticolo idrografico dai rilievi montuosi e dal mare, sono per lo più assai modesti, lo rendono particolarmente esposto ad eventi alluvionali, noti come piene repentine o flash floods, innescati spesso da fenomeni meteorologici brevi e intensi. L'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) ha stabilito 5 classi di pericolosità: molto elevata P4, elevata P3, media P2, moderata P1 e aree di attenzione AA.

RISCHIO FRANA
Per “popolazione a rischio frane” si intende la popolazione residente in aree a pericolosità da frana esposta al rischio di danni alla persona (morti, dispersi, feriti, evacuati). L’Italia è uno dei paesi europei maggiormente interessati da fenomeni franosi, con 620.808 frane (area di circa 23.700 km2, pari al 7,9% del territorio nazionale). Tali dati derivano dall’Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia (Progetto IFFI) realizzato dall’ISPRA e dalle Regioni e Province Autonome secondo modalità standardizzate e condivise.  Ogni anno sono qualche centinaia gli eventi principali di frana sul territorio nazionale che causano vittime, feriti, evacuati e danni a edifici, beni culturali e infrastrutture lineari di comunicazione primarie (172 eventi principali nel 2017, 146 nel 2016, 311 nel 2015, 211 nel 2014, 112 nel 2013, ecc.).

La popolazione a rischio frane in Italia, residente nelle aree a pericolosità da frana elevata P3 e molto elevata P4 dei PAI, è pari a 1.224.001 abitanti (2,1% della popolazione residente totale). Se consideriamo anche le aree a minore pericolosità e le aree di attenzione, la popolazione a rischio raggiunge 5.624.402 abitanti (9,5%).

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