Bertozzi & Casoni. Terra!

Il MARCA - Museo delle Arti di Catanzaro ospita, fino al 20 novembre 2019, la mostra Bertozzi & Casoni. Terra!. L’esposizione racconta l’arte di due tra i più riconosciuti maestri della scultura ceramica contemporanea e presenta 30 opere di diversi formati.

bertozzi-casoni-mostra-arte-scultura-marca-catanzaro-tiziana-leopizziCon questo percorso espositivo, si affrontano alcuni temi cari ai due artisti. Primo fra tutti, quello del cibo in tutte le sue declinazioni: avanzi di banchetti, rifiuti, lattine, rimasugli, pattumiere, oltre a fiori, animali, ed elementi della vita quotidiana che, sono smembrati e riassemblati e compongono le insolite nature morte realizzate in ceramica policroma che li hanno resi celebri.

Un collegamento ideale con il territorio che ospita queste opere è dato dal fatto che esiste una tradizione di arte della ceramica in Calabria che affonda le proprie radici nella Magna Grecia. Arte ceramica che Bertozzi & Casoni hanno reinterpretato all’interno del panorama dell’arte contemporanea: difatti la ceramica policroma, costituisce il loro medium artistico privilegiato per garantire una riproduzione che il più delle volte supera la realtà, mentre l’immaginario pesca nel quotidiano, tra oggetti che vengono recuperati nel momento in cui diventano scarti, rifiuti, con un evidente riferimento alla società dei consumi.

Il risultato sono opere in bilico tra surrealismo compositivo e iperrealismo formale, in cui la vanitas e la caducità del mondo organico si collegano a sentimenti di disgusto e orrore che proiettano il pubblico nel mondo dell’usa e getta e della futilità del materialismo moderno. Attraverso la ceramica però, Bertozzi & Casoni restituiscono a questi oggetti una nuova esistenza, donandogli una sorta di nuova vita “eterna”. Questi sono sottratti alla deperibilità e acquisiscono una nuova valenza che è quella della godibilità estetica.

Bertozzi & Casoni. Gli artisti

Bertozzi & Casoni è una società fondata nel 1980 a Imola da Giampaolo Bertozzi (Borgo Tossignano, Bologna, 1957) e da Stefano Dal Monte Casoni (Lugo di Romagna, Ravenna, 1961).

Già durante la prima formazione all'Istituto Statale d'Arte per la Ceramica di Faenza i loro interessi si indirizzano verso un dialogo con la tradizione dell'arte e coltivano una vocazione per la sperimentazione in campo scultoreo: nella ceramica vedono una possibilità per una scultura dipinta.

Entrambi frequentano l'Accademia di Belle Arti di Bologna e partecipano alle manifestazioni che tentano di mettere a fuoco i protagonisti e le ragioni di una “nuova ceramica” cercando di superare il gap che ancora inscrive questo mezzo espressivo in un ambito minore rispetto ad altre forme artistiche.

Le loro prime creazioni sono di piccola dimensione e in sottile maiolica policroma. Collaborano dal 1985 al 1989 con la Cooperativa Ceramica di Imola come ricercatori nel Centro Sperimentazioni e Ricerche sulla Ceramica e, come corollario (1987-1988), instaurano vari rapporti con “K International Ceramics Magazine” di cui realizzano anche immagini di copertina. Quando il rapporto con la Cooperativa di Imola sta per concludersi realizzano due impegnative prove sponsorizzate dall'azienda: gli interventi a Tama New Town (Tokyo 1989-90) e il grande pannello “Ditelo con i fiori” collocato su una parete esterna dell'Ospedale Civile di Imola.

Tra il 1983 e il 1994 emergono tangenze con il mondo del design tramite un rapporto privilegiato con lo spazio Dilmos a Milano e la partecipazione a varie edizioni di Abitare il Tempo a Verona e della Triennale di Milano oltre alle manifestazioni nella ex chiesa di San Carpoforo, sempre a Milano. Per Dino Gavina progettano la “Poltrona Ercolano”.

Negli anni ‘90 emerge nel loro lavoro artistico un aspetto maggiormente concettuale e radicale che, tuttavia, proprio sul finire del secolo, con “Bosco sacro” del 1993, “Evergreen” del 1995 e “Scegli il Paradiso” del 1997, raggiunge apici dimensionali e realizzativi mai prima raggiunti. Con quest'ultima opera Bertozzi & Casoni chiudono il capitolo della maiolica dipinta e si aprono a sperimentazioni che prevedono l'utilizzo di materiali e di tecnologie di derivazione industriale. I virtuosismi pittorici vengono abbandonati a favore di una resa il più possibile oggettiva dei soggetti prescelti. I temi iconografici prediletti subiscono una trasfigurazione fantastica e la loro trascrizione formale assume una forma oggettiva che attenua la presenza degli autori stessi e la condizionante percezione di un tempo particolare.

Si apre il capitolo delle “contemplazioni del presente” in cui, in una sorta di “epopea del trash”, l'attrazione per quanto è caduco, transitorio, peribile e in disfacimento, diventa icona riconosciuta, di una condizione umana.

Tra surrealismo compositivo e iperrealismo formale Bertozzi & Casoni indagano da anni i rifiuti della società contemporanea, non escludendo quelli culturali e artistici, in una messa in scena senza fine in cui si alternano affondi nel degrado e rinvenimenti di superstiti o misconosciute bellezze, impermanenza ed eternità, astrazione e figurazione, storia e contemporaneità, immaginazione fantastica e precisa tecnica.

Nel 2004 sono invitati ad esporre alla Tate Liverpool e alla XIV Quadriennale di Roma. Del 2007 è la mostra personale a Ca' Pesaro, Galleria Internazionale d'Arte Moderna di Venezia (dove espongono tre grandi opere in concomitanza con la Biennale: “Composizione in bianco”, “Le bugie dell'arte” e “Composizione Scomposizione”) e del 2008 quella al Castello Sforzesco di Milano e al Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza.

Nel 2009 i loro lavori sono esposti al Padiglione Italia della Biennale di Venezia (“Composizione non finita-infinita” e “Rebus”); nel 2010 a All Visual Arts di Londra, alla Sperone Westwater di New York, alla Galleria Sperone a Sent e alla Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano. Nel 2011 espongono al Padiglione Italia della Biennale di Venezia (“Sedia elettrica con farfalle”), alla FaMa Gallery di Verona, a La Maison Rouge di Parigi. Nel 2012 espongono alla Galleria Robilant+Voena di Londra, alla Sperone Westwater di Lugano e di New York.

Dello stesso anno è la personale a All Visual Arts di Londra dove viene esposta per la prima volta la grande opera “Regeneration”. Del 2013 sono le mostre personali al Museum Beelden aan Zee all'Aia, alla Galleria Beck & Eggeling di Düsseldorf, alla Galleria Cardi di Pietrasanta e del 2014 quelle alla Sperone Westwater di Lugano e nelle sale monumentali di Palazzo Te a Mantova. Del 2015 le personali alla Galleria Tega di Milano, alla Galleria Poleschi di Lucca, alla Sperone Westwater di New York, al Mambo di Bologna e la partecipazione a Expo Milano 2015. Del 2016 le personali nelle sale di Palazzo Larderel a Firenze (presentata dalla Galleria Il Quadrifoglio di Milano in collaborazione con Gian Enzo Sperone), alla Galleria d’Arte Moderna di Palermo, all’Espace Grandjean di Vallauris, alla Galleria Verolino di Modena, al Macist di Biella e al Palazzo Ducale di Massa. Il 2017 apre con le personali al Museo di Palazzo Poggi di Bologna e alla Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno e prosegue con la collaborazione con Ca’ del Bosco. Del 2018 le personali presso la Galleria Anna Marra di Roma e la Rossi & Rossi Gallery di Hong Kong.

Il 16 dicembre 2017 è stato inaugurato il Museo Bertozzi & Casoni presso la Cavallerizza Ducale di Sassuolo, uno spazio permanente che raccoglie una selezione delle opere più significative della loro produzione artistica. 

Tiziana Leopizzi

Bertozzi & Casoni. Terra!

Fino al 20 novembre 2019

Museo MARCA

via Alessandro Turco, 63 - Catanzaro

Orari: martedì – domenica, 9.30 - 13.00; 15.30 - 20.00. Chiuso il lunedì

Ingresso: intero: € 4,00; ridotto: € 3,00

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