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La Burocrazia: una catena da cui è difficile liberarsi

tasse pixabayLa burocrazia è una catena piuttosto lunga che tiene vincolati e da cui è molto difficile liberarsi. Questo è il primo pensiero che mi viene alla mente riferendomi a questo sostantivo femminile. Il termine deriva dal francese Bureau, ufficio e dal greco Kràtos, potere, ossia il potere esercitato da un ufficio. Il dizionario italiano anche così identifica il termine: in senso astratto, il dominio o l'eccessivo potere della pubblica amministrazione.

La burocrazia si può definire, ma questo è solo un mio pensiero personale, mancanza di fiducia e di onestà, anche se un sistema amministrativo ha sicuramente necessità di documentazione, ma contenuta all'essenziale e non portata all'eccesso. Sappiamo che l'imperatore Claudio nel primo secolo d.C. creò un corpus di funzionari che facessero da intermediari tra il potere e la società, purtroppo l'iniziativa lasciò spazio alla corruzione, all'intrallazzo, degenerando nel malaffare. Conosciamo che gli Stati hanno poi sviluppato una propria idea e applicazione della burocrazia, in Italia, ancora nel 1861, non si possedeva un vero e proprio apparato burocratico. Un primo tentativo vedeva un numero di burocrati piuttosto esiguo e mal strutturato, tanto che vi era un notevole distacco tra questi e i cittadini. Con l'avvento del fascismo la burocrazia acquisì prestigio e potere, radicandosi in tutto il territorio nazionale.

Un autorevole studioso M. Weber, dice che: la burocrazia è l'apparato amministrativo tipico per l'esercizio del potere legale, cioè quello fondato sulle norme e sulle regole. Benissimo, il punto però è che norme e regole sono portate all'eccesso, frazionate e sviluppate in un aumento di documenti da compilare, sottoscrivere e presentare, appesantendo enormemente l'onere ai cittadini e non solo. Ecco in proposito il pensiero di alcuni sociologi che identificano nella burocrazia la causa prima dell'inefficienza dell'amministrazione in quanto organizzazione incapace di correggersi dai propri errori e afflitta da cronica staticità e mancanza di flessibilità. Sinceramente non mi sento di dare loro torto, d'altro canto è sotto l'esperienza di chiunque si sia trovato alle prese con le varie amministrazioni, le difficoltà e le, a volte incomprensibili, ridicole e prive di buon senso operazioni che bisogna fare per ottenere un documento o altro. Brecht, nel 1954, definiva la burocrazia " governo dei funzionari", in quanto il potere e il controllo è proprio nelle loro mani e aggiungo io, nelle loro teste, anche se non si può non riconoscere che la principale responsabilità è sita nell'amministrazione. Si parla di amministrazione partecipata, contrattata eccetera, ma in sostanza mi pare cambi poco o nulla, infatti, il burocrate continua imperterrito la sua mansione.

La nostra amata Italia è senza dubbio in un sistema iperburocratizzato e ipercentrista, che esalta le procedure perdendo di vista l'essenziale e ciò che il buon senso pone in evidenza. Il maggior numero di regole è un primato del nostro bel Paese, ma è cosa risaputa che troppe regole finiscono per confondersi e confondere, inoltre abbiamo anche un numero eccessivo di enti che si sovrappongono e che, a volte, si ostacolano tra loro. Non voglio essere maligno ma... bisogna pur dare una poltrona ai vari trombati e/o onorevoli, quindi si crea un ente ad hoc, aggravando ulteriormente l'aspetto burocratico.

La possibile soluzione? Esiste, solo che prima è necessario cambiare la mentalità, poiché se questa non cambia, nulla cambia davvero, e cambiare richiama anche il coraggio di farlo anche a costo di rinunciare a privilegi o comodità personali.

Diciamocelo pure, siamo stanchi di una amministrazione pubblica e di politici che parlano, promettono ma poi in sostanza si guardano bene dal cambiare, in meglio, le cose.

Di burocrazia ne abbiamo pieni i ....................... lascio a ciascuno la propria definizione.

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