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L’acqua che tocchi. Leonardo, anima e materia a Pavia

cripta 2Fino al 12 gennaio la cripta romanica della cattedrale di Pavia propone la mostra L’acqua che tocchi. Leonardo, anima e materia, curata da Elena Lissoni, storica dell’arte, e Lucia Molino, responsabile della Collezione della Fondazione Cariplo, con la collaborazione di Francesca Porreca, direttrice dei Musei Civici di Pavia, don Siro Cobianchi, direttore dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Pavia e Renata Crotti, vice presidente della Fondazione Comunitaria della Provincia di Pavia e console Touring.

Una rassegna di oltre 50 opere dalle raccolte d’arte della Fondazione Cariplo, di prestigiose istituzioni museali e culturali, come Archivio Chiolini, Pavia, Archivio Diocesano, Pavia, Pavia, Archivio Storico Intesa Sanpaolo, Milano, Basilica Broni; Pavia, Biblioteca Ambrosiana, Milano, Biblioteca del Seminario Vescovile, Pavia, Diocesi di Pavia, Diocesi di Tortona, Diocesi di Vigevano, Fondazione Luigi Rovati, Monza, Intesa Sanpaolo, Milano, Musei Civici di Pavia, Museo del Tesoro del Duomo, Vigevano, Sistema Museale dell’Ateneo - Università degli Studi di Pavia e collezioni private racconta l’acqua, grande ricchezza del territorio pavese. 

Quando Leonardo da Vinci visitò Pavia fu affascinato dalla città, come dimostrano una serie di disegni e di annotazioni e a partire da un foglio del Codice Atlantico, eccezionalmente concesso in prestito dalla Biblioteca Ambrosiana, c’è un percorso di arte, storia e bellezza sul tema dell’acqua. La cripta romanica del Duomo di Pavia accoglie dipinti di Ezechiele Acerbi, Pompeo Batoni, Nicolas Beatrizet, Achille Cattaneo, Guglielmo Chiolini, Giovanni Antonio Emanueli, Bartolomeo Giuliano, Friedrich Lose, Pompeo Mariani, Giuseppe Menato, Antonio Oberto, Riccardo Pellegrini, Carlo Pizzi, Erminio Rossi, Francesco Trecourt, Riccardo Viriglio, Federico Zandomeneghi, Bartholomaeus Zeitblom, Guido Zuccaro, insieme a oreficerie e documenti inediti, oltre a una splendida Hydria etrusca a figure nere dalla prestigiosa Collezione della Fondazione Rovati.

Da vedere sono le invenzioni di Dürer, Mantegna e Michelangelo, la maiolica decorata del Cinquecento urbinate, la sensuale Andromeda attribuita a Felice Giani, che riflettono il significato ambivalente dell’acqua attraverso il mito, come anche le immagini seducenti di giovani donne al bagno, ninfe spigliate e moderne colte durante il riposo o lo svago, oppure sorprese in un momento privatissimo dallo sguardo inopportuno del visitatore, tra la Bagnante di Giovanni Antonio Emanueli, oppure della Donna che si pettina dopo il bagno di Federico Zandomeneghi.

L’acqua purificatrice vede una selezione di oreficerie sacre dal Museo del Tesoro di Vigevano, dalla Basilica di Broni, dalla Diocesi di Pavia, oltre alle opere di Fondazione Cariplo, come il Battesimo di Cristo di Bartolomeus Zeitblom e la Rebecca al pozzo attribuita a Giovanni Battista Tiepolo, e la splendida pala d’altare di Costa de’ Nobili, restaurata con il contributo della Fondazione Comunitaria di Pavia.

Ma l’acqua è anche una grande ricchezza del territorio pavese che ne ha plasmato il paesaggio attraverso i secoli con le Conche del Navigli che si alternano ai dipinti di Francesco Trecourt, Pompeo Mariani, Riccardo Pellegrini, Ezechiele Acerbi e alle immagini fotografiche di Guglielmo Chiolini.

La rassegna pavese è l’occasione per visitare la suggestiva cripta romanica della Cattedrale, con un percorso d’arte, storia e bellezza carico di significati simbolici, che comprende il Palazzo vescovile, la Cattedrale e il Broletto con le loro piazze.

La mostra è visitabile a ingresso libero il sabato e la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19 e in dicembre, a orario continuato dalle 10 alle 19 e dalle 15 alle 17 il giovedì e venerdì.

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