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La Camera azzurra: la magia psicologica di Simenon

  • Mariella Bussolati

la camera azzurra laila pozzo web cs06Un intrigo che mozza il fiato, una storia di passione, tradimento e omicidio. Ma i fatti che già da soli hanno il potere di tenere alta l'attenzione, non sono nulla rispetto all'aspetto più sottile, e nello stesso tempo capace di sconvolgere: la dimensione psicologica.

La Camera Azzurra, un'opera uscita dalla penna del grande George Simenon, già resa un film nel 2014, approda per la prima volta a teatro con la regia di Serena Sinigaglia. Ci sono solo quattro attori in scena, Fabio Troiano, Irene Ferri, Giulia Maulucci e Mattia Fabris. Si aggirano in una scenografia inquietante: una stanza con le pareti storte, il pavimento che sale verso l'alto, le tende scomposte, il colore, un azzurro slavato, perfetto per descrivere la tragica normalità di quello che succede. La dimensione caotica che appare, sottolinea un intreccio tra i personaggi: un giudice, due imputati e una vittima. Difficile però è capire chi stia giudicando e chi invece sia l'imputato. 

Simenon, l'autore di Maigret, ha inventato il più famoso commissario della letteratura, capace di indagare  crimini efferati grazie a un intuito e a una sensibilità prodigiosa. Ed è proprio l'abilità nel descrivere un personaggio nei suoi mille dettagli psicologici che fa di Simenon un grande scrittore. E' la stessa che declina anche in questo contesto e che la regia ha colto nella sua perfezione. La storia noir, ricca di eros ma anche di emozioni contrastanti è un dilemma tra ordine e disordine, tra quello che ci fa sentire vivi e la noia che ci rassicura, ma è anche insopportabile e angosciante. La coppia di ex amanti, è accusata di aver eliminato i consorti. La storia non procede linearmente  ma attraverso la sovrapposizione di piani temporali che corrispondono con la sovrapposizione tra i ruoli e i percorsi mentali, sottolineata dai tempi e dai movimenti degli attori.

La psicologia dei personaggi, delle loro pulsioni di cui spesso non hanno coscienza, costruisce alla perfezione un microcosmo che snatura i personaggi stessi, rendendo la trama ancora più affascinante. E alla fine il vero eroe è il giudice: combattuto tanto quanto i protagonisti, a differenza di loro nella sua postazione, appena fuori dalla stanza, riesce a esplicitare tutto il suo dramma.

 

Teatro Carcano 

corso di Porta Romana, 63 - 20122 Milano

da giovedì 17 a domenica 27 ottobre 2019 - Debutto nazionale

DURATA: 90 minuti (senza intervallo)

ORARI: martedì e venerdì ore 19.30 | mercoledì, giovedì e sabato ore 20.30 | domenica ore 16.00

Recite straordinarie: sabato 19 ottobre ore 16.00 e domenica 20 ottobre ore 20.30

PREZZI: poltronissima € 38,00 |poltrona/balconata € 27,50 |over 65 € 20,00/€ 16,00  under 26 € 17,00/€ 15,00 - PRENOTAZIONI: 02 55181377 | 02 55181362

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