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Un classico di Guercino torna a Modena

02 86A Modena è ritornata la Madonna in trono con San Giovanni evangelista e San Gregorio taumaturgo, un olio su tela del Guercino che era stato trafugato dalla chiesa modenese di San Vincenzo, il 3 agosto 2014.

L’opera, recuperata nell’estate 2017 a Casablanca dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Bologna, rimarrà temporaneamente esposta alla Galleria Estense di Modena, nella sala del Bernini, per l’accordo tra l’Arcidiocesi e Parrocchia Tempio-San Biagio, le Gallerie Estensi e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Bologna.

Il quadro è stato consegnato ai laboratori dell’IsCR - Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro di Roma per condurre i lavori di conservazione e restauro, sotto la direzione di Carla Zaccheo, oltre ai notevoli danni riportati durante le vicende del furto e degli avvolgimenti in senso contrario cui è stato sottoposto.

Gli interventi hanno visto una nuova foderatura, la pulitura della superficie con la rimozione delle sostanze che lo ricoprivano e la presentazione estetica.

Il dipinto fu realizzato nel 1629 per gli Estensi dall’artista emiliano, per essere destinato alla chiesa dei Teatini.

Collocata nel secondo altare di destra il 17 novembre 1630 in occasione della festa di San Gregorio Taumaturgo, la pala venne poi trasferita nel primo altare a sinistra.

La tela raffigura la Madonna in trono sulle nubi e san Giovanni evangelista che appaiono a san Gregorio taumaturgo, inginocchiato e con lo sguardo verso l’alto apre le braccia in segno di stupore e timore.

Il soggetto richiama uno dei miracoli attribuiti a san Gregorio, vescovo di Neocesarea nel III secolo, venerato per la grande opera di evangelizzazione ed i tanti prodigi compiuti contro i pericoli causati dagli eventi atmosferici e naturali, dalle pestilenze e dalle gravi malattie.

Nella sua agiografia si narra che egli compose il Simbolo, un’invocazione alla Trinità, il cui testo in latino è riportato sul cartiglio sorretto da san Giovanni, ispirato da un’apparizione notturna durante la quale la Madonna e san Giovanni evangelista lo istruirono sulla vera conoscenza dei dogmi della fede.

Il culto per san Gregorio, diffuso nell’Alto Medioevo, fu diffuso nell’Italia post-tridentina dai Teatini, che a Modena a partire dal 1613-14 officiavano la chiesa di San Vincenzo e il dipinto di Guercino fu commissionato dal duca Alfonso d’Este come ex-voto per la guarigione da una grave malattia.

La tela costò 300 ducatoni d’argento, pagati al pittore direttamente dal duca Francesco I, figlio di Alfonso.

San Gregorio taumaturgo, protagonista del dipinto, era molto venerato dai duchi estensi, dai Teatini e dai Modenesi, infatti le cronache del tempo ricordano che i rappresentanti del governo della città “accompagnati da molta comunità di persone, stettero alla messa cantata” e si espose sopra l’altar maggiore l’immagine del santo “particolare avvocato in questi calamitosi tempi”.

Orari: martedì-sabato, 8.30-19.30; domenica e festivi, 10.00-18.00; chiuso lunedì.

Ingresso: intero, €6,00; ridotto FAI, €5,00; ridotto Soci Coop, €4,00; ridotto Teatro Comunale di Modena, €3,00; ridotto giovani (18-25), €2,00

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