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9 Novembre 1989 – 9 Novembre 2019: cos'è cambiato?

culture differenti

Trent’anni fa cadeva il Muro di Berlino.

Uno spazio fisico che per oltre 40 anni ha rappresentato simbolicamente, ma anche concretamente la cosiddetta cortina di ferro.

Il Muro di Berlino sanciva la distanza voluta tra due filosofie di pensiero: il liberismo occidentale, ed il comunismo dell’est Europa.

Oggi, a trent’anni di distanza celebriamo quel momento epocale.

Ma cos’è cambiato davvero?

La Germania, ad oggi, risulta un Paese unificato, non unito.

La differenza è sostanziale.

Un Paese unificato ha un’unica identità territoriale ed amministrativa, ma non ha quel senso di comunità socio politica che ha un Paese unito.

Esistono ancora, di fatto, due Germanie.

Per capirlo analizziamo tre dati: salari medi, disoccupazione e tendenze politiche.

A Dresda, o Lipsia (per citare i due hub più grandi della ex Ddr), i salari sono quasi la metà di quelli di Monaco di Baviera, la disoccupazione è a due cifre, (ad Ovest è intorno al 5%), e le posizioni politiche sono diametralmente opposte.

Ad Ovest reggono i grandi partiti moderati, Cdu, Liberali, e avanzano i Verdi.

Ad Est la fanno da padrone le compagini politiche figlie del Partito Socialista Reale dissoltosi dopo la caduta del muro, e quelle di ultra destra.

Perché?

La risposta è semplice.

Il disagio, il senso di abbandono, le difficoltà fanno rifugiare il popolo nel populismo, o per dirla meglio, in chi cerca di parlare il linguaggio delle periferie.

E questo è solo uno spaccato della realtà tedesca, espressione massima (e mass mediale) del nuovo Mondo nato dopo il 9 novembre 1989.

E nel resto d’Europa cosa è successo?

E venuto meno l’ideale Comunista che ha fatto spazio al turbo capitalismo mutuato (male dagli Usa).

Il risultato è stato la distorsione totale della società, spinta, ad oggi, all’individualismo più bieco.

L’equilibrio mondiale è venuto meno dopo il 9 novembre 1989.

E le potenze internazionali (i 7 grandi, tra cui anche l’Italia), non hanno saputo (o forse voluto) trovarne uno nuovo in grado di definire un nuovo spazio di confronto sociale.

Da questa incapacità sono nate le storture che, quotidianamente viviamo: crisi finanziarie, immigrazione incontrollata ecc.

C’è spazio per poter ripartire alla ricerca di un nuovo equilibrio?

La risposta è positiva, solo a fronte della “rinascita” di leader politici che sappiano davvero affrontare la storia.

La verità è che ad oggi il mondo paga l’assenza di leader veri.

Laddove c’erano Kennedy, Gorbachov, Craxi, Kohl, Tatcher, oggi ci sono: Trump, Putin, Conte (non Antonio, ma Giuseppe), la Merkel, e Boris Johnson.

Da far tremare i polsi.

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