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Monica Bonvicini. As Walls Keep Shifting

Fino al 9 febbraio 2020 nel BINARIO 1 delle OGR – Officine Grandi Riparazioni di Torino la prima personale in un’istituzione italiana di Monica Bonvicini, curata da Nicola Ricciardi con Samuele Piazza.

monica-bonvicini-as-walls-keep-shifting-mostra-arte-contemporanea-torino-tiziana-leopizziLe opere di Monica Bonvicini sono intrise di rimandi alla storia dell’arte e di riferimenti a opere letterarie che descrivono la domesticità. Il ritorno alla periferia e alle aree rurali, l'idea di rivisitare i luoghi d'origine come mezzo per superare le soglie delle bolle economiche, sociali e politiche, è al centro di una riflessione sull'attuale frammentazione della società.

La mostra

Un’imponente installazione site-specific in cui lo spazio espositivo diventa punto di partenza per innescare una critica sull'architettura, sulla sua storia e sulla sua memoria, creando un coinvolgimento diretto del pubblico.

As Walls Keep Shifting suggerisce sin dal titolo una potente immagine metaforica del rapporto che l’uomo ha con l'ambiente costruito. Monica Bonvicini, riflettendo sulle pareti e sui muri, che a volte costruisce e altre distrugge, prende l’atto del "costruirsi una casa" come un esercizio artistico. L’artista indaga la creazione dello spazio individuale e privato con le problematiche che ne conseguono, come l'isolamento, le dinamiche di esclusione, le delusioni e i risentimenti che stanno alla base dell’aumento dei movimenti reazionari.

Grazie all’utilizzo di luci teatrali, questo nuovo progetto divide in due parti il BINARIO 1 delle OGR che risulta quindi occupato per metà da una grande struttura a forma di casa a dimensioni reali (10 m. di lunghezza per 8 m. di altezza e profondità). 

Travi in legno ne costituiscono lo scheletro mentre il telaio dell’edificio è lasciato vuoto, come se si dovessero ancora aggiungere pareti, finestre e finiture. La percezione è quella di una strana indeterminatezza: la funzionalità è resa instabile ma allo stesso tempo viene suggerita una nuova possibilità di utilizzo e relazione.

Il piano architettonico utilizzato è quello di una villetta bifamiliare, tipica nel Nord Italia degli anni '60 e '70, ma la planimetria originale è tagliata a metà e ne è stata costruita solo una parte, quella che idealmente è destinata a una sola famiglia: questo gesto crea uno spazio negativo, in cui la mancanza della parte speculare della struttura spinge a prendere in considerazione il vuoto e il buio che sono stati lasciati nello spazio.

L'intervento funziona sia come scultura su larga scala che come display espositivo per le opere dell’artista: sculture, lavori bidimensionali e alcune nuove produzioni che assumono a loro volta una nuova estetica e una nuova funzione. 

Segue la documentazione fotografica Italian Homes (2019), esposta per la prima volta nella sua interezza in questa occasione, composta da 34 elementi, frutto degli ultimi due anni di lavoro di Monica Bonvicini. Questa rappresenta il punto di partenza dell’intera installazione delle OGR. Tutte le immagini raffigurano delle villette bifamiliari lombarde degli anni ’60, ma ogni fotografia differisce dalle altre solamente per il modo in cui questi edifici sono stati modificati, rimodellati, ridipinti o decorati dai loro proprietari, diventando il ritratto di chi le ha abitate o le abita. L’opera mette così in contrasto l'individualità e la singolarità con la standardizzazione e l'omogeneizzazione.

L'interno del telaio della casa è illuminato da White Out (2019): una nuova opera luminosa che riunisce articoli fabbricati in serie in un’unica struttura, caotica e funzionante per mettere in discussione l'eredità del tardo Modernismo.

Fuori dalla struttura, Structural Psychodrama #4 (2019), una rampa di scale in cemento legata da una catena ornata da numerosi lucchetti. La connotazione da “… e vissero tutti felici e contenti” associabile al simbolo kitsch di romanticismo urbano suggerito dai lucchetti si scontra con l’aspetto grezzo del materiale e fa pensare a qualcosa di incompiuto, abbandonato e dimenticato.

In occasione di As Walls Keep Shifting un catalogo, pubblicato da OGR, in uscita nel 2020, raccoglierà una serie di nuovi saggi nati in relazione all'installazione presso le Officine Grandi Riparazioni e ne documenterà le varie fasi di ricerca.

Alle OGR – Officine Grandi Riparazioni di Torino è presente anche la mostra Mauro Restiffe. History As Landscape, scopri di più qui.

Tiziana Leopizzi

Monica Bonvicini. As Walls Keep Shifting

a cura di Nicola Ricciardi con Samuele Piazza

Fino al 9 febbraio 2020

BINARIO 1

OGR - Officine Grandi Riparazioni

Corso Castelfidardo 22, Torino

Giorni e orari OGR: giovedì e venerdì dalle 15.00 alle 21.00; sabato e domenica dalle 11.00 alle 19.00

Giorni e orari dall’1 al 3 novembre 2019: dalle 10.00 alle 20.00

Biglietto cumulativo per le mostre Monica Bonvicini. As Walls Keep Shifting + Mauro Restiffe. History As Landscape: intero 8 €, ridotto 5 €

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